“ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO” NEL MONDO VIRTUALE DEL MITO DELLE SIRENE E DEI GIARDINI DEL MARE E IL CIELO BLU
“ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO”
NEL MONDO VIRTUALE DEL MITO DELLE SIRENE E DEI GIARDINI DEL MARE E IL CIELO BLU
Di Antonino De Angelis
Con “Roberta Valente notaio in Sorrento” siamo tornati ai filmetti degli anni cinquanta tipo “Siamo ricchi e poveri” o “Quando tramonta il sole” anch’essi girati a Sorrento in ferraniacolor . Quelli li chiamavamo Musicarielli, questa è la classica soap opera dei tempi nostri. Quelli una trama l’avevano; questa invece segue il canovaccio della vacuità tipica del fumetto. Da questo punto di vista nulla di strano, tutto regolare. L’unico corpo estraneo in questo lavoro è il nome di Sorrento nel titolo il quale poteva benissimo essere sostituito da Alassio o, sempre col dovuto rispetto, da Abbiategrasso, tanto non avrebbe cambiato assolutamente nulla. Per averne conferma, dopo la prima mi sono visto su Raiplay anche la seconda puntata che, purtroppo, non ha cambiato la mia prima impressione.
A parte la trama melensa, Sorrento estrapolata dal contesto, ci viene presentata, riveduta e corretta, con artifici scenografici e tecnica di ripresa, priva dei suoi contenuti espressivi, quelli che in qualche modo nei musicarielli citati avevano un senso.
Detto questo dico anche che non mi stupisce il successo dalla prima puntata dove campeggia il nome di Sorrento, una località fortemente radicata nell’immaginario nel pubblico dei telespettatori italiani e non solo. Sorrento, come si sa, è sinonimo di bellezza, basta evocarla per suscitare sentimenti positivi: il fascino, la gioia, l’amore; questo i produttori lo sanno bene e non si sono persa l’occasione. Ecco perché nel titolo troviamo Sorrento e non Abbiategrasso. Ciò che invece non mi stupisce è l’entusiasmo di gran parte dei sorrentini, in particolare di quelli che dichiarano di avere scoperto “la bellezza della nostra terra” attraverso la visione della prima puntata. La loro reazione in realtà è il frutto dell’autocompiacimento di ritrovare le immagini del nostro territorio mediato dalla “televisione”. Immagini depurate dai problemi della nostra quotidianità: il traffico, l’inquinamento, il degrado ambientale, l’affollamento; tutti elementi che ci fanno percepire, a noi residenti, un paesaggio diverso. Nel nostro caso la televisione ci restituisce, e comunica al mondo, un paesaggio virtuale che, con ‘Torna a Surriento’, il mito delle sirene e dei giardini, il mare e il cielo blu costituisce un potente attrattore per Sorrento e la sua penisola. Sotto questo aspetto il serial, ora in programma su Raiuno, sarà un grande richiamo che attirerà a Sorrento flussi di visitatori sempre più grandi, cioè verso una realtà ormai già afflitta dall’overtourism, quel fenomeno che moltiplica proprio il traffico, l’inquinamento, il degrado ambientale e l’affollamento, cioè quegli elementi della quotidianità che a certi sorrentini piace di non vedere, anche se li subisce e li soffre sulla propria pelle. Sono gli stessi sorrentini che all’ora di cena preferiscono bearsi davanti alle immagini edulcorate del proprio paese.





