Il teatro come specchio dell’anima: Don Emanuel Miccio presenta “E se Giuda fossi io?“
La fede incontra l’arte tra le navate della chiesa parrocchiale di Sant’Agnello, trasformata per una sera in un palcoscenico vibrante di emozioni. Ad aprire la serata è stato l’intervento di Don Emanuel Miccio, che ha introdotto con parole profonde la rappresentazione della compagnia “Punto e a Capo”.
Un Mistero Pasquale ancora vivo
Don Emanuel ha esordito ricordando come la Pasqua non sia un evento concluso, ma una realtà che la comunità sta ancora vivendo appieno: “La Pasqua non è alle nostre spalle ma ci siamo ancora dentro” [00:12 ], ha sottolineato il parroco, facendo riferimento al periodo dell’Ottava e ai cinquanta giorni che conducono alla Pentecoste. In questo contesto, l’arte drammaturgica diventa uno strumento prezioso per guardare al sacro con occhi nuovi.
L’arte come prospettiva sul quotidiano
Secondo il parroco, la drammaturgia offre l’opportunità di approfondire quanto ascoltato nei Vangeli della Passione, permettendo ai fedeli di “entrare dentro attraverso gli sguardi dei personaggi, quelli di allora come quelli di oggi” [00:40 ]. L’obiettivo dell’opera non è dunque solo la narrazione storica, ma la creazione di un ponte tra il passato e il presente.
L’invito rivolto ai presenti è stato quello di lasciarsi trasportare lontano nello spazio e nel tempo per poter, paradossalmente, “guardare meglio ciò che viviamo quotidianamente” [01:00 ].
Un debutto originale
C’è stata grande curiosità per la messa in scena, definita da Don Emanuel come una “storia originale” che proprio questa sera viene “eseguita e vissuta per la prima volta” [01:11 ]. Senza svelare i dettagli della trama, il parroco ha voluto lasciare che fossero gli attori a parlare, invitando il pubblico a un ascolto e a una visione partecipata.
La serata si è aperta con un caloroso applauso della comunità, pronta a immergersi in questo viaggio di riflessione e spiritualità attraverso il linguaggio universale del teatro.
Dettagli del video:
Titolo: E se Giuda fossi io? 11 Aprile 2026 (Introduzione)
Canale: Positanonews TV
Il vero traditore oggi non grida mai, sa che qualcosa è sbagliato e dice: “non ora, vedrai”, Vede l’ingiustizia passare davanti a sé, ma gira la testa e risponde: “non riguarda me”.
Capisce la verità ma le abbassa il volume, per non perdere il posto, la pace, l’abitudine. Non vende per trenta denari o per fama, vende per stare tranquillo, per non avere grana.
Il Giuda di oggi non bacia nel bulo, non trama, non accusa, non alza il pugno. Il Giuda di oggi non sporca le mani, si adegua plano, si lava i domani.
Dice: “è sempre stato così”,
“che ci posso fare, non tocca a me qui “almeno non ci rimetto, almeno sto in pladi”, e intanto tradisce senza che lo vast
Non arriva col volto scoperto alena parla di bene comune, di ordine we Ti stringe la mano, ti chiama trataito, ma scrive il tuo nome già sotto il coltello.
Non sporca la lama di sangue o rumore, la lascia cadere al silenzio e al pudore. Giuda ha tradito una volta soltanto, e ne è stato distrutto, spezzato dal pianto.
La coscienza si abitua, smette di urlare, diventa un sussurro facile da ignorare. Chi rinuncia alla verità per restare acositabile. chi chiama prudenza la paura rispettohiis chi scambia il silenzio per innocenza, non è il cattivo, è la buona prssenz
È quello educato, corretto, normale, che non prende posizione per non farsi mais. Non rompe equilibri, non perde il controito, ma intanto qualcosa si spegne nel fondo.
Giuda almeno ha capito di aver tradito, il Giuda di oggi no, e resta pulito. Il vero traditore moderno, lo sai, è quello che dorme sereno e non chiede mai.
Perché il male più grande, se guardi da vicino, non è chi colpisce, ma chi gira il destino. E mentre la verità resta fuori dal letto, il Giuda di oggi… dorme senza sospetto.
Compagnia teatrale “Punto & a Capo“











