Ricordo del grande poeta Antonio Spagnuolo sulla giornalista Lorenza Licenziati
Segnalazione di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo il ricordo del grande poeta Antonio Spagnuolo sulla giornalista Lorenza Licenziati
PER LORENZA LICENZIATI
NEL RICORDO DI ANTONIO SPAGNUOLO
Ci sono persone che, nel corso della vita, non si limitano a lasciare un ricordo, ma imprimono una traccia viva, luminosa, quasi necessaria nel cuore di chi le ha incontrate.
Lorenza Licenziati apparteneva a questa rara categoria.
Donna affascinante, non soltanto per l’eleganza dei modi e la grazia naturale, ma soprattutto per quella luce interiore fatta di intelligenza acuta, curiosità instancabile e autentica passione per la cultura, che mostrava con semplicità ad ogni occasione.
Ricordarla significa evocare una presenza dinamica, sempre protesa verso il nuovo, verso ciò che merita di essere scoperto, condiviso, valorizzato.
Lorenza non si limitava a raccontare la cultura: la viveva, la costruiva, la offriva con generosità.
Come conduttrice, sapeva dare voce alle idee con misura e profondità, trasformando ogni incontro, ogni trasmissione, in un momento di autentico dialogo.
La sua capacità di ascolto era rara, e ancora più rara era la sua abilità nel far emergere il meglio dagli altri, riprendendo istanti significativi delle emozioni.
Infaticabile promotrice di novità culturali, aveva uno sguardo sempre vigile e appassionato su ciò che nasceva, cresceva, si rinnovava.
Non inseguiva le mode, ma ne riconosceva il valore, lo accoglieva e lo sosteneva con convinzione.
In questo, la sua opera è stata preziosa: ha aperto spazi, creato occasioni, acceso riflettori su voci e opere che, senza di lei, forse sarebbero rimaste in ombra.
Per chi, come me, ha avuto il privilegio di condividere con lei momenti di lavoro e di amicizia, il ricordo si fa ancora più intenso.
Rivedo con gratitudine e commozione le sue riprese televisive, la cura con cui presentava i miei volumi di poesia, la partecipazione sincera con cui accoglieva ogni parola.
In quelle occasioni non c’era mai distanza tra chi conduceva e chi veniva presentato: Lorenza sapeva creare un clima di gioia, di complicità intellettuale, di autentica celebrazione della parola poetica.
Un vincolo silenzioso di tenerezza distingueva anche il suo accento.
Molte volte ho gioito accanto a lei, e oggi quei momenti si fanno memoria preziosa, viva, incancellabile.
Non erano soltanto eventi professionali, ma incontri veri, segnati da una condivisione profonda e da un rispetto reciproco che andava oltre ogni formalità.
Dire che Lorenza Licenziati è insostituibile non è una formula retorica, ma una verità che si impone con evidenza.
La sua assenza lascia un vuoto che non può essere colmato, perché unico era il suo modo di essere, di pensare, di donarsi agli altri.
E tuttavia, proprio in questa unicità, risiede anche la forza del suo ricordo: una presenza che continua a vivere, a ispirare, a suggerire nuove strade.
Un’ombra che mi sembra momentaneamente arroccata dietro la mia porta in attesa di un ciac cromatico.
Nel custodire la sua memoria, non celebriamo soltanto ciò che è stato, ma rinnoviamo un impegno: quello di non disperdere il valore della cultura vissuta con passione, della parola condivisa con verità, dell’intelligenza messa al servizio degli altri.
È questo, forse, il modo più autentico per continuare a sentirla vicina.
E così, nel silenzio che segue ogni perdita importante, resta una certezza: Lorenza non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nei gesti, nelle parole e nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di incontrarla.
Antonio Spagnuolo

