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Paese che vai, turista che trovi!

Oltre le uova di cioccolato, le pastiere, le colombe e le grigliate, la Pasqua dovrebbe ispirare comunanza nel segno della pace, invece quest’anno si è assistito a tutt’altro.
Dai maltrattamenti alla turista straniera a Minori, al pugno sferrato al conducente sita a Conca dei Marini, l’ultimo nelle cronache locali e stato quello del Lunedì in Albis a Maiori.

Tradizione vuole che in questo giorno nella borgo, il corteo per la Madonna della Libera, sfili lungo Corso Reginna, ma quest’anno qualcosa è andata storta perchè dal terrazzo di una struttura alberghiera, alcuni giovani turisti di fede ebraica, hanno fischiato ed urlato frasi incomprensibili, disturbando non poco i partecipanti al rito.
L’intervento dello staff dell’hotel ha tempestivamente posto fine alle molestie, tuttavia l’episodio ha generato un fiume di polemiche di ogni tipo, dai social ai giornali, ma forse occorre riportare l’accaduto nei giusti binari, ovvero ad un semplice caso di maleducazione per mancanza di rispetto, riconducibile probabilmente a “stoltezza giovanile“.

Quello che è accaduto in Cilento quasi in contemporanea, mostra l’altra faccia della medaglia: all’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, un centinaio di cittadini israeliani in vacanza, hanno subito la rumorosa protesta da parte di un corteo di manifestanti di varie associazioni locali, immediatamente quali, seppur chiarendo di rivolgersi al governo israeliano e non al popolo, hanno espresso di non gradire la presenza di questi turisti, tanto da rendere necessario un presidio fisso di forze dell’ordine sin dal 31 marzo.

Il rispetto dovrebbe essere una strada a doppio senso: lo devono gli ospiti alla comunità che li accoglie, ai luoghi e alle tradizioni religiose, e lo si deve ai turisti stranieri, che non si possono contestare solo per la loro provenienza.

La questione se sia necessaria una maggiore tolleranza da parte delle comunità locali che basano la propria economia sul turismo però, è abbastanza complessa, specialmente nel contesto crescente dell’overtourism. Se da un lato il turismo porta benefici economici essenziali, dall’altro la mancanza di consapevolezza comportamentale dei visitatori può generare a volte anche tensioni significative.
Studi recenti indicano infatti che molti turisti, specie i più giovani, tendono a comportamenti meno rispettosi in vacanza, percependo il viaggio come un contesto permissivo e talvolta ignorando consapevolmente le regole locali per evitare problemi.
Più che sulla semplice tolleranza, la soluzione proposta da molti esperti è l’educazione al “turismo responsabile“, che promuove il rispetto delle regole e la sostenibilità, perché se la tolleranza è necessaria, ha anche un limite quando i comportamenti dei visitatori mettono a rischio l’integrità socio-ambientale delle comunità ospitanti.
La sfida futura è educare il viaggiatore a un comportamento più consapevole, chiedendo ai residenti la giusta collaborazione, argomento che potrebbe tornare di grande interesse alla neonata DMO Costiera Amalfitana.

Non è un caso che recentemente, come riportato anche da “Il Giornale di Salerno”, il presidente di Federalberghi Salerno, Antonio Ilardi, sulla sua pagina facebook ha scritto che:
Nessuno può mettersi a protestare contro i turisti per motivi politici, religiosi, razziali, di identità di genere o per qualsiasi altra discriminante di natura personale. Gli ospiti internazionali vanno accolti con garbo e gentilezza! Tutti!” .

Già perché si finirebbe per considerare indesiderati i turisti russi per l’Ucraina; i cinesi per la repressione delle minoranze etniche, quelli africani per le dittature e le violazioni dei diritti umani ai cristiani ed anche i turisti dei paesi a maggioranza musulmana, dove omosessuali e le donne vengono discriminate ecc.