Napoli. Galleria Frame Ars et Artes. Opere recenti di Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli del MADI
Segnalazione di Maurizio Vitiello – Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli del MADI alla Galleria Frame Ars et Artes di Napoli.
Una tradición de lo moderno
Mancino Milo Perrottelli
a cura di Antonello Tolve
Mercoledì 6 Maggio 2026, alle ore 18.30, sarà inaugurata alla Galleria Frame ARS ET ARTES, Corso Vittorio Emanuele n. 525 – Napoli, la mostra Una tradición de lo moderno che permette di vedere fino all’opera riunita dei tre maggiori esponenti italiani del movimento MADI: Enea, Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli.
Sarà visitabile sino al 28 Maggio 2026.
Fondato originariamente a Buenos Aires alla metà degli anni Quarante del Novecento da Carmelo Arden Quin, con un gruppo di amici, il MADÍ (acronimo di Movimiento Abstraccion Dimension Invencion o di MAterialismo Dialéctico) rompe gli schemi della pittura tradizionale, rifiutando la “finestra” del quadro classico a favore della poligonalità. Il Movimento si propone di oltrepassare il recinto chiuso del quadrato o del rettangolo per trasgredire i limiti del telaio, conquistare lo spazio e estendere le forme al di là della cornice.
MADI nasce in Italia nel 1947, portando una ventata di rigore geometrico e libertà compositiva, ma solo nel 1984 trova la sua figura centrale in Salvatore Presta fondatore a Genova del MADI Italia.
L’elemento distintivo consiste nella totale rivendicazione del’autonomia dell’arte che deve essere libera dalla rappresentazione e non soggiacere ai limiti della cornice, ma essere irregolare e dinamica al punto che molte opere, contraddistinte dall’uso di colori piatti, sono mobili e lo spettatore le può toccare e spostare,
Il manifesto del MADI descrive l’oggetto artistico come invenzione significativa per la sua sola esistenza senza rimandi alla realtà o al simbolo, ma presente nello spazio e nel tempo come atto trascendente e meraviglioso.
Attraverso mostre storiche e una fitta rete di artisti, il MADI italiano ha trasformato il rigore matematico in un gioco visivo ludico e vibrante, influenzando profondamente l’astrattismo geometrico contemporaneo e mantenendo viva l’eredità delle avanguardie storiche con una freschezza sorprendente.
Ecco brevi schede sugli artisti considerati:
Antonio Perrottelli (Santa Maria Capua Vetere, 1952) Ha esposto in Italia e all’estero e le sue opere sono in numerosi musei e raccolte private. Le sue elaborazioni vivono della ripetizione e differenza, di forme poligonali irregolari evidenziate da diversi cromatismi – il verde e il bianco, il rosso. Il suo approccio è fondato su una meticolosa analisi dell’alternanza tra pieni e vuoti, concavità e convessità in una rigorosa dinamica costruttiva strutturata dai ritmi spaziali di un nuovo campo di forze.
Enea Mancino (Tirana, 1944) Enea Mancino, attivo a Napoli si è dedicato alle sperimentazioni tecnico scientifiche sia alla Federico II, sia con l’insegnamento dell’Industrial Design. Ha esposto in Italia e all’estero attraverso le sue ricerche sul disegno industriala e sviluppa una modalità artistica rigorosamente legata alla precisione matematica che diventa elemento delle sue composizioni dove colori piatti e forma geometriche spesso poste in precario equilibrio danno vita a creazioni di razionale eleganza.

