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In memoria di Giovanna Bifulco Accardi: un appello per la giustizia al Presidente della Repubblica

In Memoria di Giovanna Bifulco Accardi: Un Appello per la Giustizia Il 3 febbraio 2004 è una data che resterà impressa nei cuori di coloro che conoscevano e amavano Giovanna Bifulco Accardi.

Accardi

La morte di Giovanna secondo i familiari è stata un evento tragico e evitabile, secondo loro sarebbe stato un risultato dell’incuria e della negligenza medica che ha caratterizzato il suo trattamento durante i tre giorni che hanno preceduto il suo decesso. Piuttosto che ricevere le cure adeguate e necessarie, secondo i familiari,  Giovanna è stata sottoposta a trattamenti azzardati e medicinali prescritti senza un’adeguata valutazione medica. Questo ha portato solo a un peggioramento delle sue condizioni di salute, lasciandola alla mercé delle complicazioni che alla fine l’hanno portata alla morte.

Il contesto in cui si è verificata questa tragedia, all’ombra del Vesuvio nelle cittadine di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, ha aggiunto ulteriori complicazioni. Le guardie mediche dei due comuni sono state coinvolte in questa vicenda. Ma nessuno è stato condannato.

Il caso torna al centro dell’attenzione con un’iniziativa che punta direttamente ai vertici dello Stato. Lo Studio Legale Maior ha infatti inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Ministro della Giustizia. Sollecitando un intervento istituzionale su una vicenda che – secondo i familiari – non ha ancora trovato piena verità. La richiesta arriva per dei parenti della donna deceduta il 3 febbraio 2004 in una clinica del Vesuviano. Una morte che, sin dall’inizio, ha sollevato interrogativi mai del tutto chiariti. Nonostante un procedimento penale e diverse consulenze tecniche, il caso fu archiviato attribuendo il decesso a una “complicanza virale imprevedibile”.

Oggi, però, i legali riaccendono i riflettori su quella ricostruzione. Nella lettera inviata alle più alte cariche dello Stato, si parla di una vicenda giudiziaria “che si protrae da oltre vent’anni”. E che necessita di ulteriori verifiche. Solo pochi mesi fa, il 5 febbraio 2025, è stata depositata una nuova denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Nola per chiedere la riapertura delle indagini. Al centro della richiesta c’è la gestione clinica della paziente nei giorni precedenti alla morte. Secondo quanto ricostruito, Giovanna Bifulco avrebbe manifestato inizialmente sintomi influenzali. Entrando in contatto con personale sanitario senza però ricevere – sostengono i legali – un’adeguata valutazione medica.