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Il ricordo  di Marilisa di Anna Bonifacio

Mia cara Marilisa,
ti conoscevo da quando tua madre ti portava in grembo.

Che festa abbiamo fatto a scuola con tuo nonno, dirigente, quando sei nata!
Quanti ricordi riaffiorano alla mente: il tuo percorso di studi, affrontato con impegno e serietà; il tuo lavoro, mai pesato, nonostante gli anni di mare per raggiungere la scuola a Capri.
E anche nel tuo ruolo di RSU sindacale hai saputo distinguerti, svolgendo il tuo impegno sempre con competenza, equilibrio e capacità di mediazione, affrontando ogni problematica con serietà e ottenendo il rispetto e la stima di tutti.

Ebbene sì, sono arrabbiatissima.
Come può il Padre grande togliere la mamma a tre bambini?

Belle parole sono state pronunciate dall’altare dal tuo parente, il parroco Michelino.
Letture piene d’amore dai colleghi, dai genitori dei tuoi alunni, dalla tua famiglia.
Ma io, con i fazzoletti bagnati di lacrime, continuavo a gridare:
no, non è giusto… no, no, no.

Poi l’emozione più forte l’ho sentita nei suoni e nei canti.
In quel momento qualcosa si è sciolto dentro di me: un miracolo? No… eppure sì.

La chiesa è esplosa in un applauso con un lancio di palloncinimentre un raggio di sole e il suono delle campane riempivano l’aria.
E tu, Marilisa, sei volata in cielo, a soli 49 anni.

All’uscita, una folla immensa accompagnava il carro funebre.
Qualche collega ha sussurrato:
“Anna, guarda quante persone… sembra di rivivere la festa di San Michele.”
Ho abbassato gli occhi, col cuore colmo,
poi li ho rivolti al cielo.

Ora immagino il tuo sorriso leggero farsi luce,
accarezzare il cielo e posarsi piano sui cuori dei tuoi bambini,
stringere con dolcezza il tuo coniuge,
dare forza ai tuoi genitori

Resterai in ogni gesto gentile, in ogni ricordo che sa di te,
in ogni onda che ancora attraversa quel mare che tante volte hai percorso.

Ciao Marilisa, anima dolce.
Veglia sui tuoi figli, sul tuo sposo e sui tuoi cari,
e dona loro la forza del tuo amore,
che il tempo non potrà mai spegnere.

Anna Bonifacio