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Escluso dalla lista a Maiori: il TAR respinge il ricorso di Antonio De Luca

Si chiude, almeno per ora, la vicenda politica e giudiziaria che ha visto protagonista Antonio De Luca, consigliere comunale uscente di Amalfi, escluso dalla lista “Uniti per Maiori” in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 a Maiori.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (sezione staccata di Salerno) ha infatti respinto il ricorso presentato dallo stesso De Luca, confermando la legittimità dell’esclusione disposta dalla Sottocommissione Elettorale Circondariale di Amalfi.

Con la sentenza pubblicata il 28 aprile 2026, i giudici amministrativi hanno chiarito un punto centrale della controversia: De Luca, al momento della presentazione della candidatura, risultava ancora formalmente consigliere comunale in carica ad Amalfi.

Secondo quanto ricostruito nella pronuncia, le dimissioni sono state presentate alle ore 12:31 del 25 aprile 2026, mentre la lista elettorale per Maiori era stata depositata alle ore 11:15 dello stesso giorno. Una sequenza temporale che si è rivelata decisiva.

Il TAR ha richiamato l’articolo 56 del Testo unico degli enti locali (TUEL), sottolineando come la norma configuri una vera e propria causa di incandidabilità, e non di semplice ineleggibilità. Questo significa che la condizione ostativa deve essere rimossa prima della presentazione della candidatura, non successivamente.

Nel dispositivo, i giudici evidenziano come: “la valida presentazione della candidatura presuppone che le dimissioni […] siano presentate prima della presentazione della lista dei candidati”.

E ancora, si precisa che risultano “irrilevanti i fatti successivi”, rendendo quindi tardiva – e giuridicamente inefficace ai fini della candidatura – la rinuncia all’incarico ad Amalfi.

Da qui la conclusione: ricorso respinto sia nel merito sia nei motivi aggiunti, con compensazione delle spese tra le parti.

La vicenda, tuttavia, non si esaurisce sul piano giuridico. De Luca aveva accompagnato il ricorso con una dura denuncia politica, sostenendo di essere stato penalizzato da un’interpretazione eccessivamente rigida della normativa e contestando il potere stesso della commissione elettorale di escluderlo.

Secondo la sua posizione, le dimissioni – pur formalizzate poco dopo – avrebbero dovuto essere considerate sufficienti a rimuovere la causa ostativa, in linea con una lettura più sostanziale della volontà del candidato.

La decisione del TAR mette un punto fermo nella corsa elettorale di Maiori, escludendo definitivamente De Luca dalla competizione. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze sul piano politico locale, dove la vicenda ha già acceso il dibattito su regole, tempistiche e trasparenza nelle candidature.

Nel frattempo, la sentenza ribadisce un principio destinato a fare giurisprudenza anche in casi analoghi: nelle elezioni amministrative, il rispetto rigoroso dei tempi formali può determinare l’esito sostanziale della partecipazione politica.