Elezioni e spettro scioglimento, l’affondo di Serena Pane: “A Sorrento serve discontinuità reale, basta gattopardismo”
Il dibattito politico sorrentino si infiamma e, a tracciare una linea netta tra tatticismi elettorali e reale visione futura, interviene Serena Pane. Dottoressa commercialista, volto noto dell’impegno civico e attivista in prima linea sulle tematiche ambientali con il movimento La Grande Onda, Pane ha affidato ai propri canali social un’analisi lucida e tagliente sull’attuale, delicatissima fase istituzionale che sta attraversando la città.
Al centro della contesa c’è il dilemma che da settimane polarizza l’opinione pubblica e le segreterie dei partiti: accelerare per il ritorno alle urne o accettare il prolungamento della gestione commissariale? Per l’attivista, tuttavia, il focus della discussione è completamente fuori asse.
Il falso dilemma del Commissario
“‘Commissario sì, commissario no’ è la domanda sbagliata”, esordisce Serena Pane nel suo intervento, smontando la narrazione binaria di questi giorni. La vera questione, sottolinea, non è il quando si andrà a votare, ma il come e con quali reali intenzioni. La dicotomia su cui Sorrento deve interrogarsi, quella che deciderà davvero le sorti della comunità, è un’altra: continuità o discontinuità?
Un interrogativo che pesa come un macigno sul futuro del Comune, attualmente “condizionato”, secondo Pane, da due gravose ipoteche.
Le due “spade di Damocle” su Sorrento
La prima ombra che si allunga sulle future elezioni è legata a doppio filo al recente passato amministrativo. L’attivista lancia un monito inequivocabile a chi oggi si propone alla guida del paese: “Chi promette dignità alla città deve dimostrarlo con atti concreti, non con slogan. Prendendo davvero le distanze”. Un richiamo all’assunzione di responsabilità e a un distacco netto da dinamiche che hanno portato all’attuale stallo.
Il secondo peso è di natura prettamente istituzionale e incombe direttamente da Roma: la spada di Damocle del Consiglio dei Ministri. Lo spettro di un provvedimento di scioglimento aleggia infatti sul Municipio, un’eventualità che, come ricorda l’esponente de La Grande Onda, “può cancellare il voto dei cittadini da un momento all’altro”.
L’ombra del Gattopardo e il richiamo ai fatti
L’analisi di Serena Pane non è però un inno alla tecnocrazia. Anzi, la rivendicazione del diritto di scelta è netta: “Per noi il voto è democrazia, è partecipazione. Nessuno vuole che il commissariamento duri un giorno di più”.
Tuttavia, il ritorno alle urne non può trasformarsi in un mero rito di facciata o in una restaurazione mascherata. “Se votiamo per non cambiare nulla, abbiamo perso tutti”, avverte l’attivista, richiamando la necessità di una guida che sia non solo scelta democraticamente, ma profondamente competente.
La chiave di volta per il rilancio di Sorrento risiede unicamente nella volontà di cambiare. Una volontà che non può limitarsi al mero trasformismo (il cambio di “casacca”) o a vuote promesse elettorali, ma che deve tradursi in fatti tangibili.
A suggellare questa riflessione, un richiamo letterario tanto celebre quanto drammaticamente attuale per la politica locale. Citando Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa – “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”



