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Dal 7 maggio 2026 diventa operativo il nuovo sistema europeo di tutela delle IGP UE non-agri.

Il DL 2/4/2026 n.51 che adegua l’ordinamento italiano al Regolamento (UE) 2023/2411 per la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e dal prossimo 7 maggio, rende pienamente operativo in Italia il nuovo sistema europeo di tutela delle IGP UE non-agri.

Il provvedimento, promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, individua anzitutto nel ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’autorità competente per la fase nazionale di registrazione, funzione che sarà esercitata tramite la Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Per la ceramica vietrese questa data segna l’inizio di un un momento storico: l’assegnazione del marchio IGP UE non-agri al suo prodotto simbolo.
L’Amministrazione comunale ed il sindaco Giovanni De Simone, hanno seguito e sostenuto i ceramisti nel percorso di riconoscimento del marchio, destinato a distinguere un settore artigianale, che rappresenta l’identità storica di Vietri sul Mare e che in futuro non potrà più essere svenduto e copiato.
L’assessore alla ceramica Daniele Benincasa è fiducioso che questa sarà la svolta decisiva per la tutela del comparto produttivo vietrese a livello internazionale, perché consentirà alle botteghe locali di competere con una certificazione di qualità indiscutibile.

Questo passo costituisce un tassello importante anche per avviare la riqualificazione del tessuto commerciale dell’intera Costa d’Amalfi, sull’esempio sperimentato a Venezia dove, una delibera “anti-paccottiglia“, approvata nel 2025, limitatava l’apertura di nuovi negozi di bassa qualità, ubicati nelle aree di pregio.
Il provvedimento, introdotto per limitare la proliferazione di negozi di souvenir standardizzati, take-away seriali e attività considerate incoerenti con il tessuto storico cittadino, ha di fatto imposto regole più severe su chi può vendere e cosa, in alcune aree centrali della città.
Secondo i dati raccolti, il risultato è più che positivo visto che ad oggi, tra le nuove attività, figurano 86 negozi di alta gamma, 65 attività di artigianato artistico e 28 nuove realtà tra gallerie, oggetti d’arte e commercio qualificato, oltre al ritorno di attività di vicinato quasi scomparse, come fruttivendoli, fiorai e mercerie.
Per anni si è ripetuto che il mercato dovesse autoregolarsi da solo, che ogni limitazione fosse un ostacolo alla libera impresa e si è data mano  libera a qualunque attività economica, ma questo purtroppo ha significato la saturazione di attività fotocopia, l’abbassamento della qualità media, la pressione sui canoni di affitto e la progressiva espulsione delle imprese tradizionali.