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Conto alla rovescia nei tre comuni: tra Reclami e Proclami, occasioni perse e show elettorali.

Il Comitato promotore del referendum popolare nel Comune di Maiori è tornato: il tema referendum “ripescato”, si intreccia a quello delle comunali  del 24-25 maggio.
Con un formale Reclamo contro il verbale che ha dichiarato inammissibile la richiesta referendaria relativa al Depuratore in località Demanio e al Tunnel Minori-Maiori, si puntano i riflettori su quel deficit di partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni cruciali del territorio, nel tentativo che il tema della salvaguardia dell’ambiente, venga riconosciuto come pilastro fondamentale dei programmi elettorali.

Nel ribadire che le opere contestate incidono su un’area di eccezionale valore ambientale, paesaggistico e culturale, si intende riconoscere che nel contesto della Costa d’Amalfi, la fragilità del territorio e gli effetti irreversibili delle opere, impongono la massima attenzione e soprattutto la necessità di un ruolo attivo della comunità nelle scelte pubbliche, esigenza comprovata dalla raccolta di oltre mille firme per ciascuna delle due petizioni popolari.
La decisione di inammissibilità del referendum si deve sostanzialmente alla presunta tardività ed alla riconducibilità della materia al bilancio, tuttavia ciò non avrebbe dovuto impedire di compiere anche una valutazione degli atti amministrativi delle gare eseguite, per la possibilità di far emergere un’eventuale revocabilità.
Ci si chiede come sia potuto sfuggire nell’iter, il passaggio seppur normato come propedeutico, di valutazione delle alternative possibili, nonché della tutela del territorio in relazione alla qualità della vita della comunità residente.

Certo che non è solo Maiori ma l’intera Costa d’Amalfi a trovarsi ad un bivio a causa della programmazione delle grandi opere pubbliche messe in campo dall’ex governariato della Regione Campania che, nell’offrire soluzioni ai grandi problemi di mobilità, sta rischiando di trasformare il comprensorio in un’area metropolitana di turismo intensivo, minando l’integrità dell’ambiente e del suo contesto urbano.

Un modo d’intendere la politica edilizia culturalmente superato, dalla nuova visione di programmazione urbanistica che riconosce come centrale, l’integrazione ai principi di sostenibilità, recupero dell’esistente, sicurezza sismica e idrogeologica del territorio.

È evidente che in vista delle elezioni nei due comuni più grandi e popolosi della Costa, non si può prescindere dal dibattito sulle megaopere: il tunnel Minori-Maiori, il megadepuratore consortile al Demanio e la bretella-traforo Pastena-Castiglione che bypassa Amalfi, sono interventi che segnano profondamente la scelta del percorso futuro, non solo a livello comunale ma di tutto il comprensorio.

Si tratta di una colata di cemento senza precedenti, in un territorio sotto l’attacco di un turismo ad alto impatto, che certamente farebbe da sponda ad altri interventi edilizi con nuovo consumo di suolo, finalizzati ancora una volta alle esigenze della speculazione turistica, piuttosto che alla vivibilità della comunità residente.

Il dibattito sul conflitto tra sviluppo infrastrutturale e tutela dell’ambiente, rappresenta quindi il punto chiave delle prossime elezioni comunali.

Le intenzioni di voto tra i cittadini sono ancora molto ondivaghe, tuttavia dall’osservazione dei segnali specifici che emergono dal territorio, forse un’idea la ci si può già fare! Un forte segnale d’insofferenza espresso dai cittadini è evidente proprio nell’attivismo dei comitati locali sui progetti urbanistici, da Vietri ad Amalfi…

Una fetta tutt’altro che irrilevante della cittadinanza, ritiene che un tale stravolgimento del territorio, seppur necessario alla modernizzazione ed alla gestione dell’incremento dei flussi turistici, in realtà non rientri affatto in una visione sostenibile, ed auspicherebbe una pianificazione urbanistica più lungimirante e rispettosa delle generazioni future.

In tutti i comuni costieri la forte domanda turistica ha ridotto le abitazioni disponibili per i residenti, innescando una lenta disgregazione sociale, ma il calo demografico sta riducendo la popolazione residente, ne consegue che la domanda di nuovi alloggi si deve soprattutto al cambio d’uso da abitativo a turistico.
Il rischio che nuovi alloggi si trasformino a loro volta in case vacanze e b&b è molto alto, e la primavera elettorale offre l’occasione per un dibattito serio sulle possibili strategie amministrative possibili: bilanciare le nuove esigenze abitative con la salvaguardia del territorio, e verificare se la comunità è pronta a rinunciare ad un modello di business turistico basato sugli attuali volume, previsti ancor più in crescita.

Le nuove generazioni sono disposte ad andare oltre i facili slogan ambientalisti e rinunciare ai facili introiti del ”Turismo Petrolio“ ?

I cittadini sono realmente consapevoli che l’ossessiva offerta mediatica messa in atto massivamente, seppur efficace a vendere il prodotto“Costiera da vivere in auto“ , porterà lentamente alla distruzione dell’ambiente e della vivibilità?

Ad intermittenza sembra infatti che la comunità viva come nella finzione di un reality, in cui i sindaci sono i conduttori: un programma tv dove l’eccesso è il mood da perseguire, senza limiti e senza timore di sbagliare, tanto è solo un gioco e alla fine dello show si potrà tornare come prima.
Sindaci che da un lato si battono per rigide limitazioni alla circolazione veicolare con avveniristiche ZTL, e dall’altro propongono tangenziali scavate nelle nostre montagne, dove frotte di turisti possano correre a tutto gas in scintillanti supercar, e visto che ci troviamo facciamo arrivare tutti gli altri in FrecciaRossa!

Come ironicamente prescritto dall’architetto Christian De Iuliis, l’unica cura per ora resta una dose serale di “Granulato effervescente NoTunnel” e la lettura di 10 pagine, mattina e sera, del libro “Lo Strano Caso Del Dottor Jekyll e Del Signor Hyde”, un possibile rimedio alla scissione di personalità.
La 6°puntata della 5° stagione del suo podcast, è un tragicomico Focus che aiuta a capire quello a cui stiamo andando incontro con progetti infrastrutturali del tutto sganciati dalla realtà.

Generico aprile 2026