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Commissariamento o rinascita? Il monito di Vincenzo Iurillo sulla sfida elettorale di Sorrento

Commissariamento o rinascita? Il monito di Vincenzo Iurillo sulla sfida elettorale di Sorrento. La puntata straordinaria di oggi di Network Sorrento News, condotta da Luciano Russo e Monia Alloggio, ha offerto uno spaccato lucido e, per certi versi, drammatico sul futuro amministrativo della città. Ospite d’eccezione, il giornalista d’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo, che ha analizzato il delicato scenario pre-elettorale che attende i cittadini sorrentini. Al centro del dibattito, una questione che preoccupa molti osservatori: la concreta possibilità che il voto amministrativo sia solo una tregua temporanea prima di un inevitabile scioglimento del Consiglio comunale. Iurillo ha delineato con chiarezza il rischio di una “spada di Damocle” che pende sulla prossima amministrazione: eleggere un nuovo sindaco, per poi vedere l’istituzione tornare bruscamente sotto la gestione di un commissariamento a causa di criticità strutturali mai realmente risolte.​Secondo il giornalista, il pericolo più insidioso di questa tornata elettorale sarebbe il tentativo, più o meno consapevole, di “fare tabula rasa” del passato, agendo come se i fatti gravi emersi nelle recenti cronache giudiziarie non fossero mai accaduti. La preoccupazione è che il voto venga utilizzato come una sorta di “amnistia politica” per bypassare le responsabilità, normalizzando situazioni che, al contrario, richiederebbero una profonda riflessione e una discontinuità netta. In questo contesto di incertezza e scetticismo, la discussione si è spostata su una delle mosse politiche che più ha attirato l’attenzione di Iurillo: la strategia del candidato sindaco Ferdinando Pinto. Il giornalista ha espresso un giudizio positivo sulla scelta di Pinto di presentare una squadra di governo che includa due figure di altissimo profilo, esterne alle dinamiche locali e non compromesse con le passate amministrazioni:

  • Il dott. Picardi, designato come vicesindaco.
  • Il dott. Aghina, designato come assessore alla legalità.

​Entrambi ex magistrati di lungo corso, la loro inclusione non è stata letta da Iurillo come una mera manovra elettorale, ma come un segnale politico potente. ​Secondo l’analisi di Iurillo, l’ingaggio di due figure di tale spessore, completamente avulse dal “Sistema Sorrento”, rappresenta una doppia valenza:

  1. Accettazione della realtà: la presa d’atto che il tessuto amministrativo cittadino ha bisogno di un “lavacro” esterno, di competenze tecniche e morali che possano garantire trasparenza.
  2. Atto di ribellione: una forma di rottura radicale rispetto al passato. Inserire figure che “nulla hanno a che fare con Sorrento” significa voler recidere i legami con le vecchie logiche, portando nelle stanze del potere una cultura della legalità che prescinda dagli interessi e dai consociativismi locali.

​L’intervento di Iurillo su Network Sorrento News si chiude con un monito per l’elettorato: andare alle urne non può essere un atto di routine. In un momento in cui la fiducia nelle istituzioni locali è ai minimi storici, la decisione di scegliere chi propone una discontinuità netta — preferendo competenze esterne e garanzie di legalità rispetto alle logiche di appartenenza — diventa, forse, l’unica vera difesa contro il rischio concreto di un nuovo commissariamento. La partita di Sorrento si gioca, dunque, non solo sul piano dei programmi, ma su quello della credibilità e della volontà di voltare definitivamente pagina