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Capri, bufera sui posti barca: il duro attacco dell’imprenditore Silvio Staiano all’amministrazione

CAPRI  ( Napoli ) – Si accende il dibattito politico e cittadino sull’isola azzurra in merito all’assegnazione dei posti barca al Porto Turistico. A lanciare pesanti accuse attraverso i propri canali social ed in particolare il profilo facebook, che sta facendo il giro del web ed è diventato di dominio pubblico, è l’imprenditore Silvio Staiano, CEO di Capri Watch, che in un lungo post ha duramente criticato i vertici dell’amministrazione comunale e della società di gestione del porto.

Nel mirino dell’imprenditore sono finiti il sindaco Paolo Falco, il vicesindaco Roberto Bozzaotre, l’amministratore con delega al Demanio Marittimo Mirko Avellino e il Presidente del Porto Turistico Spa (PTC), Augusto Federico.

Le accuse sul regolamento: “Favorito lo status quo”

Secondo quanto si legge nel post di Staiano, il nodo centrale della questione riguarderebbe il regolamento per l’assegnazione degli ormeggi. L’imprenditore sostiene di aver esaminato la documentazione, arrivando alla conclusione che le regole della gara sarebbero state strutturate in modo da favorire il mantenimento dello “status quo”.

A detta di Staiano, il sistema basato su malus e bonus penalizzerebbe l’ingresso di nuovi cittadini e imprenditori, ostacolando il libero mercato e la rotazione degli assegnatari, a tutto vantaggio di una “ristretta cerchia di assegnatari storici”. Una situazione che l’imprenditore arriva a definire, nel suo sfogo, come un vero e proprio “oligopolio”, accusando l’ente di aver violato i principi di imparzialità, ragionevolezza e proporzionalità.

L’ipotesi di conflitto di interessi

Il passaggio più duro dell’intervento di Staiano riguarda la posizione di Mirko Avellino. L’imprenditore solleva pubblicamente l’ipotesi di un conflitto di interessi: secondo quanto riportato da Staiano, Avellino, pur ricoprendo deleghe specifiche al Demanio Marittimo e al Borgo Marinaro per conto del Comune, risulterebbe (insieme ad alcuni parenti) tra gli assegnatari di diversi posti barca.

Per il CEO di Capri Watch, questa doppia veste di amministratore che gestisce le direttive sul demanio e “cliente” dell’ente strumentale (PTC) rappresenterebbe una grave violazione delle normative in materia di pubblica amministrazione.

Le richieste di Staiano alle istituzioni

In chiusura del suo intervento, Silvio Staiano chiede interventi drastici e immediati per bloccare le assegnazioni prima della firma dei contratti. Nello specifico, l’imprenditore invoca:

  • Le dimissioni immediate di Mirko Avellino dalle sue deleghe, o in alternativa la rinuncia formale ai posti barca assegnati a lui e ai suoi congiunti.

  • L’intervento del Sindaco Falco e del Vicesindaco Bozzaotre, a cui viene chiesto di ritirare le deleghe all’amministratore coinvolto e, in qualità di soci unici della PTC, di ordinare l’annullamento della procedura.

  • L’annullamento del bando in autotutela da parte del Presidente della PTC, Augusto Federico, sospendendo le graduatorie per redigere un nuovo regolamento che limiti il numero massimo di posti per singola persona o nucleo familiare.

La polemica è ormai aperta. Resta ora da attendere un’eventuale replica da parte dell’amministrazione comunale e dei vertici del Porto Turistico, per chiarire la propria posizione di fronte alle pesanti contestazioni sollevate dall’imprenditore.

CAPRI – Si accende il dibattito politico e cittadino sull’isola azzurra in merito all’assegnazione dei posti barca al Porto Turistico. A lanciare pesanti accuse attraverso i propri canali social è l’imprenditore Silvio Staiano, CEO di Capri Watch, che in un lungo post ha duramente criticato i vertici dell’amministrazione comunale e della società di gestione del porto.

Nel mirino dell’imprenditore sono finiti il sindaco Paolo Falco, il vicesindaco Roberto Bozzaotre, l’amministratore con delega al Demanio Marittimo Mirko Avellino e il Presidente del Porto Turistico Spa (PTC), Augusto Federico.

Le accuse sul regolamento: “Favorito lo status quo”

Secondo quanto si legge nel post di Staiano, il nodo centrale della questione riguarderebbe il regolamento per l’assegnazione degli ormeggi. L’imprenditore sostiene di aver esaminato la documentazione, arrivando alla conclusione che le regole della gara sarebbero state strutturate in modo da favorire il mantenimento dello “status quo”.

A detta di Staiano, il sistema basato su malus e bonus penalizzerebbe l’ingresso di nuovi cittadini e imprenditori, ostacolando il libero mercato e la rotazione degli assegnatari, a tutto vantaggio di una “ristretta cerchia di assegnatari storici”. Una situazione che l’imprenditore arriva a definire, nel suo sfogo, come un vero e proprio “oligopolio”, accusando l’ente di aver violato i principi di imparzialità, ragionevolezza e proporzionalità.

L’ipotesi di conflitto di interessi

Il passaggio più duro dell’intervento di Staiano riguarda la posizione di Mirko Avellino. L’imprenditore solleva pubblicamente l’ipotesi di un conflitto di interessi: secondo quanto riportato da Staiano, Avellino, pur ricoprendo deleghe specifiche al Demanio Marittimo e al Borgo Marinaro per conto del Comune, risulterebbe (insieme ad alcuni parenti) tra gli assegnatari di diversi posti barca.

Per il CEO di Capri Watch, questa doppia veste di amministratore che gestisce le direttive sul demanio e “cliente” dell’ente strumentale (PTC) rappresenterebbe una grave violazione delle normative in materia di pubblica amministrazione.

Le richieste di Staiano alle istituzioni

In chiusura del suo intervento, Silvio Staiano chiede interventi drastici e immediati per bloccare le assegnazioni prima della firma dei contratti. Nello specifico, l’imprenditore invoca:

  • Le dimissioni immediate di Mirko Avellino dalle sue deleghe, o in alternativa la rinuncia formale ai posti barca assegnati a lui e ai suoi congiunti.

  • L’intervento del Sindaco Falco e del Vicesindaco Bozzaotre, a cui viene chiesto di ritirare le deleghe all’amministratore coinvolto e, in qualità di soci unici della PTC, di ordinare l’annullamento della procedura.

  • L’annullamento del bando in autotutela da parte del Presidente della PTC, Augusto Federico, sospendendo le graduatorie per redigere un nuovo regolamento che limiti il numero massimo di posti per singola persona o nucleo familiare.

La polemica è ormai aperta. Resta ora da attendere un’eventuale replica da parte dell’amministrazione comunale e dei vertici del Porto Turistico, per chiarire la propria posizione di fronte alle pesanti contestazioni sollevate dall’imprenditore.

Teniamo a precisare che non vi sono inchieste e neanche denunce , la cosa sta suscitando però molto clamore ed è diventata di dominio pubblico ed accende una discussione su una vicenda nevralgica per tutte le località di mare , quella della gestione degli spazi pubblici, in particolare modo nella perla del turismo della Campania famosa in tutto il mondo