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Caos elezioni, l’allarme di Pinto: “Basta tatticismi, il silenzio dei rivali fa male a Sorrento”

Caos elezioni, l’allarme di Pinto: “Basta tatticismi, il silenzio dei rivali fa male a Sorrento”

Il clima politico a Sorrento si fa sempre più teso, avvolto in una cappa di incertezza che rischia di paralizzare non solo la macchina amministrativa, ma l’intera economia cittadina alle porte della stagione turistica. Il nodo cruciale resta uno: i cittadini sorrentini potranno recarsi alle urne per scegliere il proprio sindaco o la città andrà incontro a un lungo commissariamento?

A rompere il silenzio in questa fase di logorante stallo istituzionale è il candidato sindaco Ferdinando Pinto, che attraverso una dura e accorata nota pubblica ha deciso di richiamare alle proprie responsabilità l’intera classe dirigente locale e le istituzioni preposte.

L’appello trasversale: “In gioco il futuro, non la politica”

L’intervento di Pinto non è solo uno sfogo, ma un vero e proprio appello alla chiarezza. Il candidato rende noto di aver attivato “tutti i canali conosciuti” per ottenere una risposta definitiva sulle sorti elettorali del Comune, chiedendo un fronte comune per superare l’impasse.

“Lo facciamo senza polemiche e senza secondi fini, solo per il bene di Sorrento – dichiara Pinto –. Lo facciamo perché riteniamo incredibile che un’intera comunità sia ancora in attesa di sapere se potrà esercitare il proprio diritto al voto. Per questo rivolgo un appello anche a chi ha altri canali e altre possibilità: aiutateci a capire”.

Il rischio, sottolinea il candidato, va ben oltre la mera competizione elettorale. Un blocco democratico in questa fase significherebbe congelare la programmazione dell’imminente stagione turistica e lasciare al palo opere pubbliche fondamentali per la città.

Lo spettro del commissariamento e una comunità divisa

Pinto non si nasconde dietro un dito e affronta apertamente la profonda frattura che attualmente divide l’opinione pubblica sorrentina. Da una parte, c’è una fazione che vedrebbe di buon occhio un eventuale e prolungato arrivo di un commissario prefettizio, considerandolo uno strumento necessario per il “risanamento” dell’ente.

Una visione che Pinto rigetta categoricamente: “Non considerano che il prezzo da pagare sarebbe altissimo, con un marchio infamante per tutti noi”. Dall’altra parte, ci sono i cittadini che rivendicano il diritto di tornare a contare, scegliendo democraticamente a chi affidare il difficile compito di ricostruire e rilanciare l’immagine di Sorrento.

L’attacco ai rivali: il peso dei silenzi

Se l’appello alle istituzioni è accorato, l’affondo rivolto ai competitor politici è affilato. Pinto punta l’indice contro quello che definisce un atteggiamento attendista e rinunciatario da parte degli altri aspiranti alla fascia tricolore.

  • “La cosa che più mi colpisce è il silenzio degli altri candidati – attacca duramente Pinto –. In un momento così delicato ci si nasconde dietro i tatticismi, si resta alla finestra aspettando di capire cosa accadrà, senza dire una parola alla città”.

Un comportamento che, secondo il candidato, è incompatibile con il ruolo di primo cittadino. Chi si candida a guidare una comunità, è il ragionamento di Pinto, nei momenti di crisi “ha il dovere di parlare, di assumersi responsabilità e di stare accanto ai cittadini”.

La palla passa ora alle istituzioni competenti, chiamate a sciogliere una riserva che tiene in ostaggio un’intera città. “Sorrento è una comunità che merita rispetto, chiarezza e verità. E prima o poi queste risposte dovranno arrivare”, conclude Pinto, tracciando la linea di una campagna elettorale che, ancor prima di iniziare ufficialmente, si preannuncia tra le più complesse della storia recente della Penisola Sorrentina.