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Amalfi, l’“Alleluia” che attraversa mezzo secolo: emozione pura in Cattedrale

Ad Amalfi oggi non si è vissuto soltanto un evento religioso con la Santa Messa di Pasqua: si è respirata una pagina di storia, di quelle che si imprimono nella memoria collettiva e personale. Nella maestosa Cattedrale di Amalfi, la musica è tornata a farsi racconto vivo, ponte tra generazioni, eco di un cammino iniziato mezzo secolo fa.

Protagonista, ancora una volta, Don Antonio Porpora, che al termine della Messa Pontificale ha ripreso la direzione della Schola Cantorum — oggi Corale Cantate Domino Aloysiana — guidandola nell’“Alleluia” del Messia. Un momento che ha avuto il sapore di un ritorno alle origini, ma anche la forza di una testimonianza viva.

Messa di Pasqua ad Amalfi

Era il 10 aprile 1976 quando, appena sedicenne, accettò di dirigere per la prima volta il coro. Un gesto audace, quasi fuori dal tempo, che oggi appare invece come l’inizio naturale di una vocazione. Cinquant’anni dopo, quel coraggio si è trasformato in eredità: musicale, certo, ma soprattutto umana.

L’atmosfera di oggi è stata intensa, palpabile. Non solo note, ma emozioni condivise. Al termine dell’esecuzione, la Cattedrale è esplosa in applausi fragorosi, seguiti da abbracci sinceri e strette di mano cariche di riconoscenza. Volti commossi, occhi lucidi: segni autentici di una comunità che si riconosce nella propria storia.

Messa di Pasqua ad Amalfi

E tra quelle emozioni, anche la mia. Perché anch’io ho fatto parte, per alcuni anni, di questa splendida realtà. Ho avuto il privilegio di viverla dall’interno, di respirarne lo spirito e di apprezzare da vicino la direzione di Don Antonio: rigorosa e appassionata, esigente ma profondamente umana. Un modo di guidare che non era solo musicale, ma educativo, capace di lasciare un segno.

Il concerto pasquale è stato anche un momento di memoria e gratitudine. Accanto al maestro, figure storiche come Enzo Alfieri, presenza costante dal 1980, e tanti altri che hanno contribuito a costruire questo percorso. Un pensiero, inevitabile e sentito, è andato a chi non c’è più, ma continua a vivere nel ricordo e nelle armonie che ancora risuonano.

Messa di Pasqua ad Amalfi

In controluce, si intravede qualcosa di più profondo: la consapevolezza che la bellezza — quella vera — nasce dall’incontro tra le persone, dalla dedizione silenziosa, dalla capacità di trasformare l’arte in dono.

E così, Amalfi si prepara a vivere una Pasqua dal significato ancora più intenso. Non solo celebrazione religiosa, ma esperienza collettiva di identità e bellezza. Perché, come sembra ricordarci questa giornata, una città risplende davvero solo quando sono le persone a farlo. E oggi, ad Amalfi, quella luce si è vista tutta.