Santo del giorno
|30 aprile: San Pio V, il papa di Lepanto che tracciò il solco della chiesa moderna
Antonio Ghislieri, nato nel 1577 a Bosco (Piemonte) dalla nobile famiglia bolognese dei Ghisieri, non scelse la strada del privilegio, ma quella del saio. Entrato giovanissimo tra i Domenicani, la sua carriera fu una scalata dettata non dall’ambizione, ma da una sodezza di virtù e una profondità di sapere che lo portarono a diventare prima Inquisitore, poi Vescovo di Alessandria e, infine, successore di Pietro con il nome di Pio V.
L’architetto della Riforma Cattolica
Il pontificato di Pio V si aprì in uno dei momenti più critici della storia europea: l’eresia luterana incendiava il continente e la Chiesa cercava di darsi una nuova struttura attraverso il Concilio di Trento. Pio V non rimase a guardare. Con il supporto di figure come San Carlo Borromeo, diede vita a una vera e propria rivoluzione burocratica e spirituale:
Il Catechismo: Pubblicò il Catechismo del Concilio di Trento per uniformare la dottrina.
La Liturgia: Curò la correzione e la pubblicazione del Breviario e del Messale Romano, testi che avrebbero guidato la preghiera dei fedeli per secoli.
La Disciplina: Combatté con fermezza la dissolutezza e il vizio, partendo proprio dall’interno della gerarchia ecclesiastica.
Lepanto: il miracolo del mare
Ma la cronaca di Pio V è indissolubilmente legata alla politica estera e alla difesa dell’Europa. Con i Turchi che minacciavano di saccheggiare Roma e il Mediterraneo, il Papa riuscì nell’impresa diplomatica di riunire i principi cristiani in un unico esercito.
Il 7 ottobre 1571, nelle acque di Lepanto, avvenne lo scontro decisivo. Mentre la cristianità intera pregava su invito del Pontefice, la flotta alleata ottenne una vittoria schiacciante. Da quel giorno, la potenza navale ottomana iniziò il suo declino. Per ringraziare la Vergine di questo “strepitoso favore”, Pio V istituì la festa del Santo Rosario e aggiunse alle Litanie Lauretane il titolo di Auxilium Christianorum (Aiuto dei Cristiani).
Un Pontefice “esemplare” fino alla fine
Nonostante il potere immenso, Pio V visse in modo sobrio, quasi ascetico. Passava ore in preghiera e, anche quando fu colpito da una crudele infermità, non smise di lavorare per la pace della Chiesa. Morì nel maggio del 1572, lasciando un’eredità di rigore e fede che gli valse la canonizzazione e il titolo di difensore della dottrina.


