Logo
13 aprile: Santa Ida di Boulogne, la “regina madre” che plasmò i conquistatori di Gerusalemme

Raramente la storia di una madre è così intrinsecamente legata ai destini del mondo come quella di Ida (1046-1113). Se i libri di scuola celebrano Goffredo di Buglione e Baldovino I come i condottieri della Prima Crociata e primi sovrani cristiani di Gerusalemme, la cronaca più attenta ci svela che la loro “tempra” fu forgiata da una donna che vedeva nel potere solo uno strumento di servizio.

Educazione e “Vero Nutrimento”

Nata in una famiglia di alto lignaggio e sposa a soli 17 anni del conte Eustachio II per dovere verso i genitori, Ida non si lasciò mai sedurre dalle vanità mondane. La sua fu una resistenza silenziosa: sotto i ricchi abiti che il suo rango le imponeva di indossare, praticava una vita di mortificazione e preghiera. La sua scelta più rivoluzionaria? Volle allattare personalmente i suoi figli — pratica insolita per la nobiltà dell’epoca — convinta che insieme al latte dovesse trasmettere loro i primi semi della fede e della disciplina morale.

Il “Network” della Riforma: tra Anselmo e Cluny

Ida non fu solo una madre devota, ma una figura politica e religiosa di spicco. Ebbe come direttore di coscienza una delle menti più brillanti del Medioevo: Sant’Anselmo, futuro arcivescovo di Canterbury. Sotto la sua influenza, Ida divenne il motore della riforma monastica nelle Fiandre. Rimasta vedova, non si chiuse in un convento come ci si sarebbe aspettato, ma divenne “oblata” dell’Ordine benedettino (legata spiritualmente a Cluny), mantenendo la libertà di disporre dei suoi beni per restaurare chiese in rovina e fondare nuovi monasteri.

Il braccio caritativo delle Crociate

Mentre i suoi figli combattevano in Terra Santa, Ida combatteva in patria la battaglia contro la miseria. Il suo palazzo era un porto sicuro per indigenti, malati, vedove e orfani. Si dice che molti dei successi militari dei suoi figli furono attribuiti non solo alle spade, ma alle incessanti preghiere di questa madre che morì il 13 aprile 1113, nel monastero di Santa Maria presso Wast.

Il Martirologio Romano la ricorda oggi non per i titoli dei figli, ma per la sua “generosità verso i poveri e lo zelo per il decoro della casa di Dio”.