Paura a Dubai: Don Alfonso Iaccarino e la Notte nel Garage sotto l’Attacco Iraniano
Paura a Dubai: Don Alfonso Iaccarino e la Notte nel Garage sotto l’Attacco Iraniano
SANT’AGATA SUI DUE GOLFI – Il fiato sospeso e gli occhi rivolti al Medio Oriente. Da Massa Lubrense a tutta la Penisola Sorrentina, la preoccupazione corre veloce per Don Alfonso Iaccarino, ambasciatore della cucina italiana nel mondo, rimasto coinvolto insieme alla moglie Livia nell’improvvisa escalation militare tra Iran ed Emirati Arabi Uniti.
Mentre Dubai veniva colpita da droni e missili, lo chef stellato ha vissuto ore di autentico terrore, lontano dalle cucine del suo leggendario “Don Alfonso 1890” e rifugiato nelle viscere di un residence di lusso.
Una notte in emergenza: dai saloni al cemento
Quella che doveva essere una trasferta professionale si è trasformata in un incubo logistico e umano. Lo chef ha raccontato i momenti concitati in cui il lusso di The Palm e Jumeirah è stato oscurato dal fumo degli incendi causati dai detriti dei missili intercettati.
“La direzione ci ha detto di scendere subito nel garage sotterraneo. Abbiamo dormito in un’auto, ospiti di una famiglia russa che ci ha visto in difficoltà.”
In un clima di tensione internazionale, Iaccarino sottolinea un paradosso: la solidarietà tra sconosciuti in un momento di crisi. Mentre i caccia sfrecciavano sopra la città con boati assordanti, la gerarchia del lusso è sparita, lasciando spazio a materassi stesi sul cemento e sedili reclinati per trovare un po’ di riposo.
La situazione attuale a Dubai
Nonostante il tentativo di tornare a una parvenza di normalità, il clima resta pesantissimo. Le testimonianze raccolte evidenziano una realtà fatta di:
Esplosioni e incendi: Colpiti simboli come il Fairmont Hotel e il Burj Al-Arab.
Protocolli di sicurezza: Ordine categorico di restare lontani dalle finestre e limitare gli spostamenti.
Incertezza: Il rombo dei caccia continua a squarciare il cielo, rendendo difficile credere che il pericolo sia passato.
L’attesa a Sant’Agata
A Massa Lubrense, la comunità attende con ansia il rientro dello chef e della moglie. Don Alfonso, nonostante la paura, mantiene la lucidità che lo contraddistingue, affidandosi alle istruzioni delle autorità emiratine e sperando in una rapida cessazione delle ostilità.



