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Ospedale al Cavone? Un progetto senza senso. Piano di Sorrento aspetta l’Area PIP, per la sanità servono soluzioni reali

Ospedale al Cavone? Un progetto senza senso. Piano di Sorrento aspetta l’Area PIP, per la sanità servono soluzioni reali
Piano di Sorrento è storicamente il cuore commerciale pulsante della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana. I cittadini carottesi meritano risposte chiare sul futuro del loro territorio e del loro indotto economico.  Torna alla ribalta l’idea di realizzare l’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina nell’area del Cavone. Un’idea che, oggi più che mai, non ha alcun senso. Fra l’altro facendo i conti senza l’oste, visto che la Chiesa ha già le sue idee e i suoi interessanti e validi progetti.

Il nodo del Cavone e il silenzio sull’Area PIP
Molti sembrano dimenticarlo, ma al Cavone si attende da anni la realizzazione di un progetto ben diverso, vitale per il tessuto produttivo locale: l’Area PIP (Piano per gli Insediamenti Produttivi). Su questo fronte, l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Cappiello dovrebbe prendere una posizione netta e dire la sua, anche aggiornare i suoi elettori su cosa si è fatto e cosa si farà per l’area PIP, e perchè  stanno passando  tanti anni senza risposte e senza incontri chiarificatori con le categorie sul da farsi. Una città che vanta il polo commerciale più importante del comprensorio, che noi di Positanonews vediamo come la migliore risposta ai Grandi Centri Commerciali, essendo Piano una bellissima città e di fatto un bellissimo e professionale Centro Commerciale Naturale,  non può permettersi di lasciare in sospeso un’area strategica, paralizzandola con la promessa di un’opera sanitaria che appare sempre più come un miraggio.

L’Ospedale Unico è un capitolo chiuso
Per noi di Positanonews, la questione dell’Ospedale Unico è politicamente defunta. Il colpo di grazia è arrivato nel momento esatto in cui  Tonino Coppola ha vinto le elezioni a Sant’Agnello. Quel voto elettorale ha assunto, nei fatti, i contorni di un vero e proprio referendum popolare sull’argomento.

Giusto o sbagliato che sia, la volontà dei cittadini va rispettata. È un po’ quello che è successo in Italia con i referendum sul nucleare: oggi in molti si pentono di quella scelta, pagando a caro prezzo la mancanza di un’energia autosufficiente (basta guardare al vantaggio della vicina Francia in questo periodo storico), ma il responso delle urne fu chiaro e andava applicato. Continuare a pensare all’ospedale unico delocalizzandolo al Cavone significa solo una cosa: continuare a far arricchire progettisti, tecnici e consulenti con i soldi della Regione Campania, finanziando fiumi di carta per un’opera che, semplicemente, non si farà mai. E basta.

Le vere priorità per salvare la nostra sanità
Invece di rincorrere cattedrali nel deserto, la politica deve guardare in faccia la realtà e affrontare un’emergenza sanitaria che è già qui. Le vere battaglie da combattere per tutelare la salute dei cittadini della Penisola Sorrentina e della Costiera sono altre:

Puntare su Castellammare di Stabia: È fondamentale concentrare gli sforzi per migliorare e potenziare il nuovo ospedale stabiese, dotandolo in primis di un reparto di emodinamica, un salvavita irrinunciabile per il nostro territorio. A questo punto il nosocomio stabiese potrebbe diventare una eccellenza per il Sud Italia se si unissero le forze abbattendo barriere e campanilismi. Ma il territorio va tutelato

Bisogna Assolutamente Potenziare la sanità territoriale: Servono presidi di primo soccorso capillari, attivi in ogni singolo comune, in particolare nella stagione estiva sulle spiagge anche a Meta e Piano , oltre che Massa Lubrense. Non si può centralizzare tutto quando la viabilità locale è costantemente al collasso.

Medici a bordo del 118: È inaccettabile che le ambulanze del 118 viaggino spesso sguarnite della figura del medico a bordo. È una carenza che fa la differenza tra la vita e la morte.

Salvare Vico Equense: Il pronto soccorso di Vico Equense deve essere difeso, potenziato e mantenuto pienamente operativo. Abbiamo detto che non è facile, ma necessario a salvare vite umane e decongestionare il pronto soccorso sorrentino e stabiese.

Colmare i vuoti in organico: C’è un disperato bisogno di assumere nuovi medici e infermieri nei reparti esistenti. A questo si aggiunge la grave carenza dei medici di base: un’emorragia silenziosa di cui nessuno parla, ma che, se non tamponata al più presto, trasformerà l’assistenza sanitaria di migliaia di famiglie in una vera e propria tragedia.

La Penisola Sorrentina non ha bisogno di disegni faraonici sulla carta, ma di medici, strutture funzionanti e risposte concrete. Sia per lo sviluppo economico di Piano di Sorrento, sia per il diritto alla salute di tutti. Intanto sia come sia passeranno anni e anni, che aspettiamo? Mentre il medico studia , il malato muore… purtroppo qui non è un detto o proverbio popolare , è la pura verità. Diamoci da fare e subito!