Logo
Morte del piccolo Domenico, l’abbraccio di padre Enzo Fortunato alla mamma: “Ci sono dolori per cui non esistono parole”

Un incontro fatto soprattutto di silenzi, sguardi e preghiera. È quello avvenuto tra Enzo Fortunato e mamma Patrizia, la madre del piccolo Domenico, morto a soli due anni e mezzo dopo un trapianto di cuore. Il frate, originario di Scala, ha stretto la donna in un lungo abbraccio carico di umanità e fede, offrendo parole di conforto in uno dei momenti più difficili per la famiglia.

L’incontro è avvenuto durante la partecipazione della madre alla trasmissione Storie Italiane, condotta da Eleonora Daniele. In studio, Patrizia ha ribadito la volontà condivisa con il marito di continuare a raccontare la storia del figlio, affinché la vicenda non venga dimenticata.

«Continuiamo ad andare in televisione per mantenere i riflettori accesi sulla storia di Domenico. Non veniamo a divertirci, ma speriamo che una vicenda come la nostra non succeda più», ha spiegato la donna.

Il piccolo Domenico è morto il 21 febbraio all’Ospedale Monaldi, dopo sessanta giorni dal trapianto di un cuore che, secondo quanto emerso nelle indagini, sarebbe stato gravemente danneggiato dal ghiaccio secco durante le fasi di conservazione e trasporto. Una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che è ora al centro di un’inchiesta.

Accanto alla madre, durante la trasmissione, era presente anche l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha confermato come sull’indagine sia in corso un incidente probatorio. Il prossimo 28 aprile, all’istituto di medicina legale di Bari, i periti del tribunale e i consulenti degli indagati effettueranno nuovi accertamenti sul cuore del bambino e su quello espiantato a Bolzano, entrambi posti sotto sequestro.

Nel frattempo proseguono anche le verifiche dei NAS dell’Arma dei Carabinieri: i militari del nucleo di Napoli stanno effettuando controlli presso l’ospedale Monaldi, mentre quelli di Trento stanno ascoltando il personale sanitario coinvolto a Bolzano.

In questo contesto di dolore e attesa di verità, l’incontro con padre Fortunato ha rappresentato un momento di forte vicinanza spirituale. «Ci sono momenti nella vita in cui le parole non servono, ma solo la presenza che si fa preghiera», ha detto il frate, ricordando anche una riflessione di Papa Francesco: «Per un marito o una moglie che muore si dice vedovo o vedova, per un bambino che perde i genitori si dice orfano, ma per una madre che perde un figlio non esiste una parola».

Intanto i genitori di Domenico stanno cercando di trasformare la sofferenza in impegno. Ospiti anche della trasmissione Domenica In, condotta da Mara Venier, hanno annunciato l’intenzione di creare una fondazione dedicata al loro bambino.

Per avviare il progetto serviranno circa 30mila euro. Durante la trasmissione è arrivato anche un primo gesto concreto di solidarietà dal cantante Sal Da Vinci, che ha annunciato l’organizzazione di una partita di beneficenza con la Nazionale Italiana Cantanti per raccogliere i fondi necessari.

Un modo per trasformare una tragedia in un impegno concreto, affinché la memoria del piccolo Domenico possa continuare a vivere attraverso gesti di aiuto e solidarietà.