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La magia del teatro senza confini: Piano di Sorrento diventa capitale dei Giovani e dell’Arte

L’arte teatrale non conosce barriere linguistiche né confini geografici, e Piano di Sorrento ne è in questi giorni la testimonianza vivente. La pittoresca cittadina della Penisola Sorrentina è stata letteralmente invasa da un’onda di creatività giovanile grazie al Festival del Teatro Francofono, un’iniziativa virtuosa in continua crescita documentata dalle telecamere di Positanonews.

A guidare questa straordinaria macchina organizzativa ci sono Nicole e Bertrand , i quali hanno illustrato con entusiasmo le dinamiche di un evento capace di trasformare i ragazzi in veri e propri protagonisti. Il festival è strutturato secondo un programma intenso e formativo: le mattinate sono dedicate ai laboratori di tecniche teatrali (della durata di circa due ore) guidati da animatori professionisti, mentre nel pomeriggio i giovani si mettono alla prova diventando a tutti gli effetti attori e spettatori. Il grande fascino dell’iniziativa risiede anche nelle location scelte. Gli spettacoli, infatti, prendono vita in modo spontaneo in tutti i luoghi possibili della città: dalle spiagge fino alla splendida e suggestiva cornice di Villa Fondi, considerata dagli organizzatori una “casa” essenziale per le attività.

I numeri di questa edizione confermano il respiro profondamente globale del progetto. L’evento accoglie quasi 700 ragazzi provenienti da ben otto paesi differenti, tra cui Francia, Belgio, Romania, Moldavia, Canada, Tunisia e Italia. Per garantire a tutti il giusto spazio e un’adeguata formazione, il festival è stato suddiviso per fasce d’età: la prima settimana è stata dedicata alle scuole medie, la seconda agli universitari, per poi proseguire con altre due settimane interamente rivolte ai licei.

Il legame con il territorio ospitante è un tassello fondamentale per la riuscita del festival. Gli organizzatori hanno espresso profonda gratitudine per l’ospitalità e il sostegno ricevuti da Piano di Sorrento, ringraziando pubblicamente l’amministrazione, i cittadini e le strutture alberghiere locali. Sebbene coinvolgere pienamente tutta la cittadinanza rimanga una sfida complessa, il festival sta creando ponti culturali di grande valore. Un esempio emblematico è la partecipazione, per il secondo anno consecutivo, della “Compagnia Zeza”: il gruppo porta in scena rappresentazioni in lingua napoletana, offrendo ai ragazzi internazionali l’opportunità unica di scoprire il teatro tradizionale e viscerale di Napoli. In quest’ottica di condivisione, l’invito a partecipare attivamente è stato esteso anche alle scuole dei comuni di tutta la Penisola Sorrentina

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