Contro l'Overtourism è meglio premiare i virtuosi piuttosto che punire gli utilitaristi.
|Isolani per natura e non per scelta: A Capri l’amministrazione adotta la linea dura.
Sebbene possa causare disagi ai residenti, la chiusura invernale è una pratica commerciale legittima basata sulla stagionalità, tuttavia è facoltà dei comuni monitorare e disciplinare tali chiusure, specialmente se comportano la cessazione temporanea di servizi essenziali.
È questo il caso dell’isola di Capri, dove l’amministrazione comunale ha recentemente deciso per un sistema di turnazione invernale, per i bar della Piazzetta e di Marina Grande, approvando anche la sospensione temporanea della concessione del suolo pubblico a quelli che risulteranno inadempienti, confermando altresì i “limiti alla possibilità di trattenimenti musicali in piazzetta da parte degli esercizi”.
Per l’Isola prosegue la candidatura a “Capitale dell’arte contemporanea”, quindi conseguentemente, si corre ai ripari anche contro lo tsunami overtourism, infatti la giunta caprese del sindaco Paolo Falco, ha votato all’unanimità il nuovo vademecum realizzato d’intesa con l’assessore al Turismo Melania Esposito, che fissa delle nuove regole.
Tra queste il limite massimo di 40 visitatori e, per i gruppi turistici superiori alle 20 persone, l’obbligo di cuffiette per seguire la propria guida turistica, analogamente la guida turistica dovrà essere ben riconoscibile affinché il gruppo rimanga compatto ed occupi solo il giusto spazio a disposizione.
Il Consiglio comunale in definitiva intende mettere un freno per la prossima estate con regole anti-caos nei punti nevralgici, panoramici e storici, che vengono visitati giornalmente in estate, da migliaia di turisti pendolari.
A molti queste misure sono apparse quasi “draconiane“, tenuto conto che gli esercizi commerciali che in inverno chiudono, restano ugualmente gravati da tutte le spese di Tari, Tasi, Imu nonché di oneri per le forniture fisse per varie utenze.
Occorre tener conto tuttavia, che Capri non è solo un territorio turistico ma è soprattutto“ISOLA“.
Significa che i residenti veri, cioè gli isolani che la abitano tutto l’anno, per raggiungere altri luoghi e trovare eventualmente locali e servizi pubblici disponibili, sarebbero costretti a continue traversate via mare, costose ed impegnative.
Nell’ottica della possibile assenza di alternative accettabili quindi, questi provvedimenti, seppur restrittivi, a Capri, trovano un’accettabile giustificazione.
Ciò nonostante, sarebbe auspicabile che sull’isola, come anche in altre località turistiche gravate dal fenomeno dell’overtourism, le amministrazioni comunali premiassero gli esercizi commerciali aperti tutto l’anno con adeguati sgravi tributari, piuttosto che agire solo con divieti e punizioni.







