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Nella suggestiva cornice di Villa Fondi, magistrati, giuristi e personalità della cultura si sono riuniti per analizzare le criticità della riforma della giustizia. Un coro unanime per difendere l’autonomia della toga e il valore della Resistenza civile.

Piano Sorrento (NA) – Non un semplice dibattito tecnico, ma un vero e proprio appello alla cittadinanza per la difesa dei principi costituzionali. È quanto emerso dall’incontro “La Costituzione al Centro” organizzato dal comitato “Giusto dire No”, tenutosi a Villa Fondi nell’ambito della campagna referendaria sulla giustizia. L’evento ha visto la partecipazione di un parterre d’eccezione, unendo il mondo del diritto a quello della cultura ed è stato sapientemente moderato da Vincenzo Iurillo, giornalista da “Il Fatto Quotidiano”. Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dagli interventi dei magistrati del Tribunale di Torre Annunziata. La dott.ssa Giovanna Ceppaluni, Presidente del Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Matteo De Micheli, Presidente della sezione ANM locale, i magistrati Maria Concetta Criscuolo (GIP a Torre Annunziata), il giudice monocratico Maria Aulisia Sabatino e il sostituto procuratore, la dott.ssa Andreana Ambrosini, che hanno contribuito a delineare il quadro di un sistema che, con la separazione delle carriere e l’Alta Corte disciplinare, rischierebbe di rendere il pubblico ministero “più vicino al potere politico e più docile nei procedimenti scomodi”. Hanno sottolineato i rischi di una riforma che, secondo il comitato, punta a “ridimensionare l’autonomia della magistratura”. “Il Csm garantisce che i giudici rispondano solo alla legge e non ai governi”, è stato ribadito durante il dibattito. La critica principale riguarda il meccanismo del sorteggio casuale dei componenti del Csm, visto non come soluzione al correntismo, ma come un rischio di delegittimazione: “Si rischia un organo composto da giudici senza la necessaria motivazione o competenza, lasciando spazio a influenze esterne ancora più pesanti”. L’evento ha vissuto momenti di forte impatto emotivo grazie ai contributi del mondo della cultura. L’attore Daniele Russo, direttore del Teatro Bellini, ha rievocato l’eredità di Bartolomeo Vanzetti, proponendo una lettura che ha ricordato come il “No” sia spesso un atto di resistenza contro un sistema che rischia di schiacciare l’individuo. Accanto a lui, sono intervenuti l’attore Gianfelice Imparato, la scrittrice Carmen Pellegrino e il prof. Francesco de Santis, associato di Diritto Processuale Civile presso l’Università Federico II di Napoli.  Secondo i relatori di Villa Fondi, la riforma presenterebbe diverse zone d’ombra: Indebolimento del Csm: Il sorteggio dei membri laici da liste parlamentari darebbe alla politica il potere di orientare la composizione dell’organo. Il PM rischierebbe di diventare un “super poliziotto” senza un adeguato contrappeso interno alla magistratura. Un organo potenzialmente esposto a influenze politiche, privo del controllo di legalità della Corte di Cassazione. L’incontro si è concluso con l’invito a informarsi e a partecipare attivamente al voto: “Questo non è un referendum come gli altri”, ha chiosato il fronte del No, “bisogna spiegare alle persone che l’autonomia della magistratura è la garanzia della libertà di tutti”.

A cura di Luigi De Rosa

Giovanna Ceppaluni Nella foto Vincenzo Iurillo, giornalista, e la dott.ssa Giovanna Ceppaluni, Presidente del Tribunale di Torre Annunziata

magistrati Procura di Torre Annunziata Nella foto Vincenzo Iurillo, giornalista e i magistrati: dott. Matteo De Micheli, dott.ssa Andreana Ambrosini, dott.ssa Maria Aulisia Sabatino e la dott.ssa Maria Concetta Criscuolo

i relatori referendum 2026 I relatori, Gianfelice Imparato, attore, il prof. Francesco de Santis, la scrittrice Carmen Pellegrino e Daniele Russo, attore e direttore del Teatro Bellini