Logo
Giornata internazionale della donna: meno borsette e più portafogli, per passare dalle parole ai fatti.
Non ci può essere emancipazione femminile senza autonomia finanziaria, questo è un concetto, ben espresso già nel 1929 dalla illustre penna di Virginia Woolf, quando scriveva che, oltre la “stanza tutta per sé”, occorevano anche “cinque sterline l’anno”, per poter essere davvero libere!
Partendo da qui, per passare dalle parole ai gesti concreti, per educare bambine ed adolescenti della “Gen Zeta“, più che borsette alla moda, regaliamo più portafogli, simbolo concreto di autonomia, che suggerisce l’idea di realizzazione del proprio futuro secondo personali aspirazioni ed attitudini.Rappresenta un messaggio fondamentale per una concreta pedagogia dell’emancipazione.L’emancipazione infatti, non può considerarsi completa senza l’autonomia economica, ed oggi si corre ancora il rischio di andare verso una libertà solo teorica, che può svaporare velocemente di fronte alla mancanza dei mezzi materiali necessari a sostenerla.
Ovunque nel mondo, le donne che generano reddito, diventano più forti psicologicamente e socialmente, rappresentando anche un esempio per le loro figlie ed i loro figli verso la conquista dell’autodeterminazione attraverso l’educazione e il lavoro.Se la libertà passa dall’indipendenza economica, è altrettanto vero che questa passa dal lavoro.Paradossalmente nonostante il femminismo sia entrato di fatto nella storia, ancora una donna su tre non ha un conto corrente intestato a proprio nome, e se fino al 1965 era vietato dalla legge per una donna coniugata averne uno, oggi soffriamo ancora di questo retaggio culturale, con bambine e ragazze che crescono con l’idea che parlare o gestire i soldi, sia materia più adatta ai maschi.Secondo l’indagine “Le donne e la gestione del risparmio”, realizzata dal Museo del Risparmio a Torino, il 60% delle donne delega, volontariamente, la gestione economica al partner e il 40% gestisce da sola unicamente le spese quotidiane.
Educare le donne, sin da piccole, a comprendere i temi finanziari significa fornire degli strumenti utili per costruire una propria autonomia economica.
Le insegnanti sono le prime, in alcune realtà anche le uniche professioniste, che le bambine vedono lavorare, quindi hanno una grande responsabilità, nel veicolare un’idea di femminilità autonoma e libera, emancipata e non passiva, davvero enorme.
Agire sull’istruzione e sulla formazione è importante per scardinare gli stereotipi e creare le condizioni affinché le giovani donne possano accedere a tutti i settori professionali a cui ambiscono, compresi quelli monopolizzati dagli uomini.I dati Istat 2025 evidenziano purtroppo uno squilibrio inaccettabile, con un tasso di occupazione maschile del 70,4%, mentre quello femminile si ferma al 52,5% con la maternità che continua a rappresentare un ostacolo significativo.
Le donne single lavorano nel 69,3% dei casi; le madri single nel 62,9%; quelle che vivono in coppia solo nel 57,2% mentre i padri in coppia raggiungono un tasso di occupazione dell’86,3%.
Le disparità sono ovviamente maggiori nel sud Italia dove meno della metà delle madri tra i 25 e i 34 anni ha un lavoro, anche perchémancando servizi, opportunità e reti di sostegno, la rinuncia all’occupazione diventa quasi inevitabile.
L’altra grave realtà infatti, è quella delle donne inattive (8milioni) che non cercano nemmeno un impiego a causa di motivazioni familiari, dovendo dedicarsi alla cura di bambini ed anziani, responsabilità quasi esclusivamente femminile che, tenuto conto dell’aumento dell’invecchiamento della popolazione e della debolezza strutturale dei servizi a loro dedicati sul territorio, si sta trasformando in una vera e propria trappola per le future generazioni.

Leggi Anche