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Caso Epstein, l’ombra sulla Costiera Amalfitana e Capri: l’inchiesta arriva in Italia

Dai documenti americani emergono riferimenti all’Italia: tra le località citate anche la Costiera Amalfitana, ora al centro dell’esposto alla Procura di Roma.

L’eco internazionale del caso Jeffrey Epstein approda anche in Italia, e lo fa attraverso un passaggio formale destinato ad aprire nuovi scenari investigativi. Un esposto depositato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma porta infatti al centro dell’attenzione possibili ramificazioni italiane della rete legata al finanziere statunitense, già condannato per reati sessuali e morto nel 2019.

Come riporta l‘Avvenire a presentarlo è l’associazione Differenza Donna, che chiede di verificare eventuali reati transnazionali, dalla tratta allo sfruttamento sessuale, alla luce dei milioni di documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Un materiale imponente, che secondo le legali dell’associazione contiene riferimenti tutt’altro che marginali al nostro Paese.

Tra questi, spiccano in particolare le ricorrenze legate alla Costiera Amalfitana. Non semplici citazioni occasionali, ma una presenza ripetuta che, insieme a località come Capri, la Costa Smeralda, Milano e Roma, delinea una geografia italiana potenzialmente inserita nei circuiti frequentati dal finanziere e dal suo entourage.

È proprio il riferimento alla Costiera, icona del turismo internazionale e luogo simbolo dell’élite globale, ad assumere un peso specifico nella ricostruzione proposta dall’esposto. Qui, secondo quanto emerge dai file, si sarebbero intrecciati soggiorni, spostamenti e relazioni che potrebbero non essere stati solo di natura mondana. Un contesto esclusivo che, proprio per la sua riservatezza e attrattività, potrebbe aver offerto terreno fertile a dinamiche opache difficili da tracciare.

L’obiettivo dell’iniziativa è ora quello di accertare se il territorio italiano, sia stato luogo di transito, facilitazione o persino consumazione di reati. Tra le richieste avanzate: l’acquisizione integrale dei documenti statunitensi tramite rogatoria, verifiche sui flussi finanziari e l’eventuale individuazione di vittime italiane.

Il quadro che emerge è quello di una possibile rete articolata, in cui luoghi di prestigio e circuiti economico-sociali di alto livello potrebbero aver giocato un ruolo tutt’altro che marginale.

L’Italia, già sfiorata da nomi, movimenti e relazioni contenuti nei documenti, si trova ora davanti a un passaggio decisivo: trasformare gli indizi in verifiche concrete. Perché, se confermati, quei riferimenti disseminati tra le pagine degli “Epstein Files” potrebbero ridefinire anche il ruolo del nostro Paese in una vicenda che continua a estendere la propria portata ben oltre i confini americani.