Impegno, entusiasmo e caparbietà che ha unito giovani attori, educatori e comunità in uno spettacolo pieno di emozione
|Amalfi: L’Isola che non c’è esiste davvero…nello sguardo e nel cuore dei nostri ragazzi!
Ad Amalfi, in questi giorni, il teatro non è soltanto un palcoscenico illuminato da luci e scenografie. È un luogo di sogni, di fatica, di emozioni trattenute e poi liberate davanti al pubblico. Lo spettacolo dedicato a Peter Pan è diventato qualcosa di più di una rappresentazione: è stato il risultato di un viaggio fatto insieme dai ragazzi che componevano la quinta elementare lo scorso anno; oggi si sono divisi in più classi della secondaria, ma hanno scelto di credere nella magia del teatro e di riunirsi di nuovo.
Dietro ogni scena c’è una storia che il pubblico spesso non vede. Ci sono pomeriggi di prove, battute ripetute decine di volte, passi da ricordare, entrate da sincronizzare. Ci sono risate improvvise quando qualcosa va storto e momenti di concentrazione assoluta quando si prova a fare meglio. C’è la timidezza dei primi giorni, quella che piano piano si scioglie quando si capisce che sul palco non si è soli.
I ragazzi che hanno dato vita allo spettacolo hanno messo dentro questo progetto qualcosa di raro: il loro entusiasmo più autentico. Non si sono limitati a interpretare dei personaggi; li hanno abitati, li hanno fatti diventare parte della loro immaginazione. Così l’Isola che non c’è è diventata uno spazio costruito insieme, fatto di fantasia e collaborazione.
Guardandoli, si percepisce chiaramente quanto lavoro ci sia stato dietro. Ogni gesto è il risultato di settimane di impegno, ogni battuta nasce da prove e tentativi, da errori trasformati in esperienza. Il teatro ha insegnato loro qualcosa che difficilmente si impara altrove: fidarsi degli altri. Perché uno spettacolo non esiste se ognuno pensa solo alla propria parte. Esiste quando tutti si sostengono, quando una voce incoraggia chi è in difficoltà, quando un sorriso dietro le quinte scioglie la tensione prima di entrare in scena, quando non esiste il protagonista, ma tutti contribuiscono in egual misura al successo di un progetto.
E poi arriva il momento in cui il sipario si apre.
In quell’istante succede qualcosa di speciale: tutta la fatica dei giorni precedenti si trasforma in energia. Gli occhi dei ragazzi si illuminano, le parole trovano il loro ritmo, i movimenti diventano naturali. Il pubblico vede un racconto che scorre, ma dietro quel racconto c’è un piccolo miracolo .
Peter Pan è la storia di chi non vuole smettere di credere nei sogni. Ed è forse proprio questo il motivo per cui i ragazzi sono riusciti a renderla così viva. Perché, in fondo, il teatro somiglia molto a quell’isola immaginaria: è un luogo dove la fantasia diventa reale e dove, per qualche ora, tutto è possibile.
Ad Amalfi questo spettacolo ha avuto il sapore di una festa. Non solo per chi era seduto in platea, ma soprattutto per chi ha vissuto ogni momento dietro le quinte. Per quei ragazzi che hanno imparato a superare la paura, ad aiutarsi, a mettersi in gioco senza riserve.
Quando le luci si spengono e il pubblico applaude, resta una sensazione difficile da spiegare. Non è soltanto la soddisfazione per uno spettacolo riuscito. È la consapevolezza di aver costruito qualcosa insieme, di aver trasformato un’idea in un’esperienza vera.
E forse è proprio questo il messaggio più bello che questi giovani attori hanno lasciato sul palco: i sogni, quando vengono condivisi, diventano molto più grandi di chi li ha immaginati. Anche ad Amalfi, l’Isola che non c’è è esistita davvero.
Dietro questo sogno realizzato ci sono figure che, con pazienza e determinazione, hanno creduto fin dall’inizio nella forza del progetto.
Un ringraziamento va alla consigliera Enza Cobalto.
Grazie alla docente Alma Porpora: caparbietà, sensibilità e passione, le sue doti innate, hanno guidato passo dopo passo i ragazzi lungo questo percorso. Con dedizione e instancabile energia, ha saputo trasformare un’idea in un’esperienza concreta, accompagnando ogni giovane attore a scoprire il proprio talento e la propria voce.
Accanto a lei, preziosi sono stati il sostegno e l’impegno di Imma Di Sorbo, che con discrezione, presenza e grande generosità ha contribuito alla riuscita dello spettacolo, dimostrando quanto il lavoro di squadra sia fondamentale quando si costruisce qualcosa di bello per i giovani.
Grazie ad Andreina De Risi per le coreografie; a tutti coloro che hanno collaborato dietro le quinte – i membri della Filodrammatica Amalfitana, sostenitori e amici – va un ringraziamento sincero per le luci, il trucco, l’audio, la scenografia.
Grazie a voi ragazzi, ai vostri sorrisi che illuminano il palco, al vostro entusiasmo contagioso, alle vostre urla piene di vita, ai piccoli litigi che insegnano a crescere e agli abbracci che sanno sempre ricucire tutto. In voi c’è la forza più bella: quella di trasformare le differenze in energia e di ricordarci che, quando si crede davvero in qualcosa, si può imparare a camminare — e a sognare — tutti nella stessa direzione. Il teatro è fatto di palcoscenico, certo, ma anche di tutte quelle mani e quei cuori che lavorano, rendendo possibile la magia.
Si replica mercoledì 11 e giovedì 12 marzo, alle ore 18.30.













