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Amalfi: congratulazioni a Carla Perrelli per la Laurea Magistrale in International Security and Diplomacy

Ci sono traguardi che si misurano con i voti, e altri che si misurano con il cuore. La laurea magistrale di Carla Perrelli appartiene a entrambe le dimensioni: è eccellenza accademica — 110 e lode con menzione in International Relations, curriculum in International Security and Diplomacy — ma è anche una storia profondamente umana, fatta di legami che continuano a vivere oltre il tempo.

Il suo lavoro di tesi, “The protection of civilian populations in occupied territories: legal developments and international implications in light of the 2024 Advisory Opinion of the International Court of Justice”, interamente redatto in lingua inglese, riflette una mente brillante e uno sguardo già proiettato verso le grandi sfide del mondo. Ma dietro quelle pagine, dietro ogni parola studiata e ponderata, c’era molto di più.

Durante la discussione, Carla non era sola. Accanto a lei, invisibili agli occhi ma profondamente presenti, c’erano le anime di suo padre Francesco e dei suoi nonni Carla e Domenico.

Non erano lì fisicamente, ma erano con lei in un modo ancora più intenso.
Li portava addosso. Li portava con sé. Al polso, l’orologio del padre Francesco (carabiniere, maresciallo maggiore originario di Amalfi, uomo dello Stato e della comunità, scomparso troppo presto a soli 45 anni dopo aver combattuto con coraggio contro una malattia improvvisa), a scandire quel tempo che lui non ha potuto continuare a vivere accanto a lei, ma che in quel momento sembrava tornare. Era come se ogni ticchettio le ricordasse la sua forza, il suo senso del dovere, il suo amore silenzioso. Un padre che, anche nell’assenza, continua a esserci — saldo, discreto, presente.

E sul petto, la spilla della nonna Carla.
Un piccolo gioiello, delicato come il suo ricordo, ma forte come le radici che rappresenta. La nonna, custode di affetto e tradizioni, era lì come una carezza sul cuore, come una voce gentile che sussurra fiducia nei momenti più importanti.

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Due oggetti.
Due simboli.

Sono stati i compagni silenziosi di quel traguardo, testimoni invisibili di ogni emozione trattenuta, di ogni respiro, di ogni conquista.

E mentre Carla esponeva con sicurezza, mentre dimostrava tutta la sua preparazione e la sua determinazione, era chiaro che quella forza non nasceva solo dallo studio. Veniva da lontano. Veniva da chi l’ha amata, da chi continua ad accompagnarla.

Accanto a lei, nella gioia viva di quel giorno, c’erano la mamma Elena Rizzo e la sorella Sharon, presenza concreta, orgogliosa, piena di luce., gli zii e i cuginetti. Una famiglia che, pur attraversata dal dolore, è rimasta unita, diventando ancora più forte.

Questa laurea è un punto di arrivo, ma anche un nuovo inizio. È il segno di una giovane donna pronta a muoversi nel mondo con competenza e sensibilità, capace di affrontare temi complessi senza perdere mai il lato umano. Ma soprattutto, è la dimostrazione che l’amore non conosce assenze definitive.

Perché in quell’aula, ieri, Carla non era sola.
Aveva con sé il tempo di suo padre e la delicatezza di sua nonna.
Ad maiora, dottoressa!

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