Abusi edilizi e tutela del territorio sulla S.S. 163 Amalfitana
|Abusi edilizi in Costiera Amalfitana: il Consiglio di Stato conferma la demolizione del parcheggio a Praiano
Abusi edilizi in Costiera Amalfitana: il Consiglio di Stato conferma la demolizione di un parcheggio abusivo realizzato lungo la S.S. 163 a Praiano. Respinto l’appello del proprietario.
Abusi edilizi in Costiera Amalfitana: il Consiglio di Stato conferma la demolizione del parcheggio a Praiano.
Pubblicato il 27/02/2026 – La Sezione Settima del Consiglio di Stato ha messo la parola fine a una complessa vicenda legale riguardante la realizzazione di un’area di sosta abusiva lungo la S.S. 163 Amalfitana, nel Comune di Praiano. Con la sentenza n. 01573/2026, i giudici hanno respinto l’appello di un privato cittadino, confermando l’ordine di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.
Il caso: manutenzione o trasformazione del territorio?
La vicenda trae origine da una comunicazione di inizio lavori (CILA) presentata nel settembre 202l proprietario dichiarava di voler eseguire semplici interventi di manutenzione ordinaria: estirpazione di piante infestanti e sistemazione di pietrame derivante dal crollo di un antico muro avvenuto anni prima.
Tuttavia, i sopralluoghi effettuati dall’ANAS e dalla Polizia Municipale hanno rivelato una realtà differente. Dietro lo schermo della pulizia del fondo, era stato realizzato uno sbancamento di circa 18 metri di fronte per 6 di profondità, trasformando di fatto l’area in un parcheggio per autoveicoli e camion.
Le motivazioni della sentenza
L’appellante sosteneva che l’area fosse preesistente come “rientranza naturale” e che i lavori fossero necessari per la sicurezza del fondo. Il Consiglio di Stato ha però smontato queste tesi sulla base di tre punti cardine:
Assenza di autorizzazioni: L’ANAS non aveva mai rilasciato nulla osta per la creazione di un’area di sosta, ma solo per un accesso agricolo nel 2012.
Vincoli Urbanistici: L’area ricade in una zona a protezione integrale (Zona E1a – tutela dei terrazzamenti) e nella fascia di rispetto stradale. In tali zone, il Piano Urbanistico Territoriale (P.U.T.) e il P.R.G. comunale vietano categoricamente trasformazioni del suolo che non siano strettamente agricole o conservative.
Il “carico urbanistico”: La trasformazione di un terreno scosceso in un piazzale destinato a parcheggio non può essere considerata “edilizia libera”. Tale modifica altera la “cornice ambientale” e richiede necessariamente un permesso di costruire, che nel caso di specie non era mai stato rilasciato.
Inutili i precedenti del Giudice di Pace
La difesa aveva tentato di far valere l’annullamento di alcune multe stradali ottenuto presso il Giudice di Pace di Amalfi. Il Consiglio di Stato ha chiarito che tali pronunce riguardavano solo profili sanzionatori legati al Codice della Strada e non potevano in alcun modo sanare l’abuso edilizio e urbanistico, che resta indipendente e accertato dai sopralluoghi tecnici.
Conclusione e spese
L’appello è stato rigettato su tutta la linea. Il proprietario dovrà ora procedere alla rimozione delle opere abusive e al ripristino del terreno originale, oltre a dover rifondere le spese legali al Comune di Praiano e all’ANAS, liquidate in complessivi 3.500 euro.

