Vico Equense, Tordigliano: mani anonime abbattono il cancello abusivo. Ora le istituzioni indaghino
Vico Equense, Tordigliano: mani anonime abbattono il cancello abusivo. Ora le istituzioni indaghino
Torna al centro delle cronache la spiaggia di Tordigliano (località Chiosse), la perla selvaggia incastonata tra Positano e Piano di Sorrento, ma ricadente nel territorio di Vico Equense. Soltanto poco tempo fa avevamo denunciato, dalle nostre colonne, l’improvvisa e misteriosa comparsa di un cancello fissato col cemento, che di fatto “chiudeva” il mare, sbarrando il sentiero storico dalla Statale 163 Amalfitana. Oggi, lo scenario è radicalmente cambiato.
“Giustizia” anonima nella notte: il cancello non c’è più
Chi nelle ultime ore ha tentato di imboccare la discesa verso il mare, si è trovato di fronte a una scena inaspettata: l’ostacolo di metallo e cemento è stato rimosso con la forza. Quella che agli occhi di molti frequentatori abituali è sembrata una vera e propria “giustizia fatta da mani anonime nella notte”, ha restituito, almeno per il momento, il libero accesso alla stradina.
Il varco è stato riaperto, il blocco fisico divelto. Ma se da un lato la rimozione dell’ostacolo restituisce respiro a chi difende il diritto di raggiungere la spiaggia, dall’altro questo blitz notturno accende i riflettori su una situazione di “far west” inaccettabile in una delle zone paesaggistiche più belle e vincolate d’Italia.
Oltre il blitz: il nodo del passaggio pubblico
Il sentiero in questione, seppur attraversando fondi privati, è gravato da decenni da un diritto di pubblico passaggio, essenziale per raggiungere il demanio marittimo, che per sua natura appartiene a tutti.
Come avevamo già sottolineato, sull’area pendono storiche ordinanze di interdizione per rischio idrogeologico e pericolo frane. La sicurezza pubblica resta una priorità assoluta, ma la gestione del rischio non può trasformarsi nel pretesto per apporre, senza la dovuta trasparenza amministrativa e senza permessi visibili, opere edili fisse che privatizzano di fatto un pezzo di Costiera.
Ora basta: serve l’intervento delle Autorità
Il fatto che siano dovute intervenire delle “mani anonime” nel buio per ripristinare lo stato dei luoghi è il sintomo di un vuoto che deve essere colmato al più presto. Ora basta: non si può delegare la tutela del libero accesso al mare a blitz notturni, né si può tollerare che qualcuno, nel silenzio generale, tenti di interdire un passaggio pubblico ergendo muri o cancelli fantasma.
È il momento che le istituzioni competenti facciano il loro dovere fino in fondo. Bisogna indagare e denunciare chi ha tentato (e chi eventualmente tenterà in futuro) di impedire un passaggio pubblico senza averne alcun titolo. I cittadini chiedono che il Comune di Vico Equense e le Forze dell’Ordine facciano piena luce sull’accaduto: chi aveva posizionato quel cancello abusivo? Con quali autorizzazioni?
Tordigliano non può essere teatro di scontri silenziosi tra chi chiude e chi schiude. La tutela dal rischio idrogeologico è sacrosanta e va gestita dagli Enti preposti con cartellonistica e divieti ufficiali, non con colate di cemento anonime che sanno di privatizzazione forzata. La legalità e il diritto di tutti a godere del proprio territorio devono tornare al primo posto.




