Verso le elezioni a Sorrento, Serena Pane frena sui nomi a Sindaco e lancia una “Call to action”: «Le idee restano»
Sorrento – In un clima politico cittadino ancora segnato da incertezze, silenzi tattici e strategie in vista delle prossime elezioni comunali, il toto-sindaco inizia ad animarsi. Tra i vari profili circolati in questi giorni per la guida della città, è spuntato anche quello di Serena Pane: dottoressa commercialista, figura nota per il suo forte impegno nel sociale e attivista in prima linea sulle tematiche ambientaliste con il movimento La Grande Onda.
Di fronte al rincorrersi delle voci, è la stessa Pane a intervenire per chiarire la sua posizione, spostando l’attenzione dai personalismi ai progetti concreti per la città.
Oltre il toto-nomi: l’appello alla società civile
«Oggi tra gli altri leggo, con un sorriso, anche il mio nome», dichiara Serena Pane, smarcandosi dalle logiche delle candidature precoci. Il suo impegno attuale, infatti, viaggia su un binario differente e punta a smuovere le coscienze cittadine prima ancora delle segreterie politiche.
Il progetto che sta portando avanti si concretizza in una vera e propria “Call to action” (chiamata all’azione), un appello rivolto a tutte le forze vive della Penisola Sorrentina: associazioni civiche, realtà imprenditoriali e movimenti ambientalisti. L’obiettivo? Discutere di programmi e prospettive, mettendo al centro del dibattito la comunità e la tutela del territorio.
Il primato dei temi e l’ascolto del territorio
Secondo la commercialista sorrentina, è il momento che la società civile rompa il silenzio e inizi a confrontarsi sui grandi temi che riguardano il futuro della città, ascoltando attivamente i cittadini e gli operatori locali, anziché limitarsi a discutere di chi dovrà sedere sulla poltrona di Primo Cittadino.
«Approfitto per rilanciare il mio appello a chiunque voglia contribuire a questo progetto con idee e proposte», sottolinea Pane, invitando alla partecipazione attiva.
La sua visione per Sorrento parte dalle fondamenta, in netto contrasto con le decisioni calate dall’alto: «Costruiamo dal basso un percorso comune». Un messaggio chiaro, sintetizzato in una chiusura che suona come un manifesto programmatico per la prossima campagna elettorale:
“I nomi passano, le idee restano.“





