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Tordigliano, il mistero del cancello divelto: la replica della Positano SRL. “Nessun abuso, chiusura obbligata per rischio frane”

Tordigliano, il mistero del cancello divelto: la replica della Positano SRL. “Nessun abuso, chiusura obbligata per rischio frane”

Il “giallo” del cancello di Tordigliano si arricchisce di un nuovo, fondamentale capitolo. Soltanto cinque giorni fa, il 23 febbraio, avevamo documentato dalle nostre colonne l’abbattimento, ad opera di ignoti, di un blocco di metallo e cemento che sbarrava uno degli accessi alla celebre spiaggia selvaggia incastonata tra Positano e la Penisola Sorrentina.

Avevamo dato voce allo sdegno di molti cittadini, che gridavano all’abuso e alla privatizzazione forzata di un passaggio percepito come pubblico. Oggi, a stretto giro, arriva la replica formale della proprietà dell’area, la Positano Srl, che ribalta completamente la prospettiva e respinge al mittente le accuse di abusivismo, inquadrando l’abbattimento del cancello come un mero atto vandalico.

La versione della Proprietà: “Sicurezza, non privatizzazione”

L’amministratore della Positano Srl ha contattato la nostra redazione per fornire la documentazione e la propria versione dei fatti, chiedendo di “abbandonare ricostruzioni e interpretazioni” su quelli che definisce “reiterati e continui comportamenti, rectius reati, che ormai da anni vanno avanti”.

Secondo quanto dichiarato dalla società, l’installazione del cancello non è stata un’iniziativa arbitraria per chiudere il mare ai bagnanti, ma un atto dovuto per ottemperare a precise disposizioni di legge. Ecco i punti cardine della replica:

  • Obbligo di interdizione: La Positano Srl afferma di essere stata destinataria di svariati provvedimenti giudiziari che imponevano “l’immediata interdizione dell’accesso alla spiaggia di Tordigliano”.

  • Il rischio idrogeologico: Alla base di queste ordinanze c’è l’elevato pericolo di frane che insiste sull’area. La società cita in particolare una formale diffida del Comune di Vico Equense (prot. 52163 del 16.12.2021) che richiedeva di bloccare l’accesso per tutelare l’incolumità pubblica.

  • Nessuna volontà di ostacolo: “Ne deriva quindi che l’interdizione è obbligatoria – si legge nella nota – e non è in alcun modo riconducibile alla volontà della Società proprietaria di non consentire l’accesso alla spiaggia”.

Il nodo del diritto di passaggio

C’è poi un secondo aspetto, forse ancora più dirimente, sollevato dalla proprietà e che riguarda la natura stessa del sentiero oggetto del blitz notturno.

Se da un lato è innegabile che per raggiungere il demanio marittimo (pubblico) esista storicamente un diritto di passaggio attraverso i fondi privati, la Positano Srl precisa che il varco vandalizzato non è quello gravato dalla servitù di uso pubblico. “Tale diritto di passaggio per accedere alla spiaggia è inequivocabilmente posto in altro sito”, sottolinea l’amministratore, riservandosi di produrre nelle sedi opportune tutta la documentazione catastale e legale a supporto di questa affermazione.

Una vicenda da chiarire

La palla passa ora definitivamente alle Istituzioni. Se le affermazioni della proprietà troveranno, come preannunciato, pieno riscontro documentale, la narrazione di questa vicenda andrà necessariamente riscritta: non più la storia di un sopruso privato sanato da “giustizieri della notte”, ma l’esecuzione di un obbligo di sicurezza vanificata da atti di vandalismo.