Studenti del Salvemini alla scoperta delle radici: Viaggio nel tempo al Museo Georges Vallet
SORRENTO – Non è stata una semplice mattinata fuori dalle mura scolastiche, ma un vero e proprio tuffo nelle profondità della storia locale. Gli studenti della classe III del Liceo “Gaetano Salvemini” di Sorrento hanno fatto visita al Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “Georges Vallet”, nell’ambito del progetto Scuola-Lavoro (PCTO) dedicato alla conoscenza del territorio, fortemete voluto dalla dirigente Debora Adrianopoli.
L’iniziativa si inserisce in un ciclo di incontri volti a sensibilizzare i giovani sul valore del patrimonio storico-archeologico della penisola Sorrentina come bussola per il futuro.
L’Archeologia come bussola civile
Lontana dall’essere una disciplina polverosa e confinata nelle aule accademiche, l’archeologia è stata presentata ai ragazzi nella sua accezione più alta: una scienza legata al materialismo storico – di cui la nostra tradizione intellettuale, da Benedetto Croce in poi, è stata fiera sostenitrice – necessaria per decriptare il passato e tracciare la rotta verso il domani.
Il concetto cardine trasmesso agli studenti è che scavare nella terra significa, in realtà, scavare nella propria identità. Un’occasione di crescita umana e civile che trasforma i reperti in testimonianze vive.
Dai popoli del Gaudo alle Necropoli
Accompagnati dal Prof. Gianluca Morvillo e dal Dott. Lucio Esposito, gli studenti hanno ripercorso le tappe fondamentali del popolamento della Penisola Sorrentina. Il percorso espositivo ha offerto uno sguardo inedito su:
La Cultura del Gaudo: Le affascinanti testimonianze della fine dell’Eneolitico.
Le Necropoli Preromane: Lo studio dei rituali funerari e della vita quotidiana delle popolazioni che abitavano queste terre prima dell’egemonia di Roma.
L’assetto del territorio: Come la morfologia della costiera abbia influenzato gli insediamenti antichi.
In attesa delle “osservazioni”
Cosa avrà colpito maggiormente la sensibilità dei ragazzi? Sarà stato il rigore scientifico della catalogazione o il fascino dei corredi funerari che raccontano storie di uomini e donne distanti millenni?
Certamente il mancato funzionamento del mapping light del Ninfeo o la scarsa illuminazione delle vetrine non è sfuggita ai visitatori.
La risposta non tarderà ad arrivare: i risultati di questa esperienza confluiranno nello sviluppo degli studi che la classe porterà avanti nei prossimi mesi. L’obiettivo è chiaro: trasformare questa visita in un punto di partenza per una nuova consapevolezza critica del luogo in cui vivono.
Agli studenti gli è stato fornito uno strumento di approccio per una visita al Museo Georges Vallet in mancanza di un catalogo leggibile ai siti:
foto di Iaia, Maya e Mara. 





Proposta di un Questionario di Rielaborazione: “Sulle tracce del passato”
Sezione 1: L’Analisi Storico-Archeologica
Le origini: Quali sono le caratteristiche principali della “Cultura del Gaudo” emerse durante la visita? Cita un reperto che ti ha colpito particolarmente.
Il territorio: In che modo la posizione geografica della Penisola Sorrentina ha influenzato lo sviluppo delle necropoli preromane?
Evoluzione: Quali differenze principali hai notato tra i corredi funerari delle epoche più antiche e quelli influenzati dai contatti con il mondo greco o romano?
Sezione 2: Filosofia e Metodo (Materialismo e Storia)
Oltre l’oggetto: Durante la visita si è parlato di archeologia legata al materialismo storico. Secondo te, come può un oggetto materiale (un vaso, un’arma, un monile) raccontare i rapporti sociali e l’economia di un popolo antico?
Il pensiero di Croce: Benedetto Croce sosteneva che “ogni vera storia è storia contemporanea”. In che modo lo studio del passato di Sorrento può aiutarci a capire le dinamiche della nostra città oggi?
Scienza vs Accademia: Perché, secondo quanto appreso, l’archeologia non deve essere considerata una disciplina “chiusa” per pochi esperti, ma un bene comune?
Sezione 3: Osservazioni Personali e Orientamento (PCTO)
Il mestiere dell’archeologo: Quali competenze professionali (metodo, precisione, capacità di analisi) hai osservato nel lavoro di narrazione del Dr. Esposito e del Prof. Morvillo?
L’impatto emotivo: Se dovessi scegliere un’unica immagine o sensazione che riassume questa visita, quale sarebbe?
Tutela del patrimonio: Quale pensi sia il rischio maggiore per il patrimonio archeologico della nostra Penisola e come pensi che la tua generazione possa contribuire a proteggerlo?


