Scavi di Pompei: tensioni tra professionisti e management. Il Parco Archeologico di Pompei è al centro di una dura disputa che vede contrapposti il direttore Gabriel Zuchtriegel e le guide turistiche autorizzate. La scintilla è l’ordinanza che impone la rimozione definitiva delle postazioni fisse (i gazebo a Porta Marina e Piazza Esedra) attive dal 2010. Le guide, supportate dai sindacati, hanno manifestato oggi per denunciare quella che definiscono una scelta unilaterale. I punti critici sono:
- Rischio Abusivismo: senza punti di riferimento ufficiali, i turisti restano alla mercé di “procacciatori” senza licenza.
- Presidio di Legalità: i gazebo garantivano trasparenza sulle tariffe e un servizio informativo immediato.
- Marginalizzazione: i professionisti temono che la cancellazione dei banchetti serva a favorire grandi piattaforme digitali a scapito dei singoli lavoratori.
Dall’altro lato, la direzione tira dritto verso una modernizzazione radicale:
- Decoro Urbano: l’obiettivo è liberare gli ingressi da strutture mobili per restituire bellezza estetica al sito.
- Digitalizzazione: si punta a un sistema di prenotazione online che tracci flussi e pagamenti in modo più ordinato.
- Trasparenza: evitare che la presenza fisica ai varchi crei confusione o situazioni di pressione sui visitatori.
Il conflitto si sposta ora nelle aule di giustizia con un ricorso al TAR già annunciato dalle associazioni di categoria. Resta l’incognita su come verrà gestita l’accoglienza dei milioni di turisti attesi, in un delicato equilibrio tra l’esigenza di ordine estetico e la tutela di una professione storica.

