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Salerno, sigilli all’impero del “re” delle scommesse: sequestrati beni per 16 milioni

Salerno, sigilli all’impero del “re” delle scommesse: sequestrati beni per 16 milioni

Un patrimonio costruito all’ombra della criminalità organizzata, ripulendo i proventi del gioco d’azzardo illegale attraverso una fitta rete di prestanome. È questa l’accusa che ha portato la Polizia di Stato a mettere i sigilli a un tesoro da oltre 16 milioni di euro riconducibile a un noto imprenditore salernitano.

Il decreto di sequestro, come riporta “La Città di Salerno”, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno su proposta congiunta del Questore e del Procuratore della Repubblica, ha colpito il cuore finanziario dell’indagato. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti condanne legate a usura, estorsione e traffico di droga, è ritenuto il perno di un sistema di riciclaggio su vasta scala.

Dalla Campania alla Sicilia: il patto con i Clan

Le indagini condotte dal Servizio Centrale Anticrimine e dalla Divisione Anticrimine di Salerno, con il supporto della Squadra Mobile, hanno svelato uno scenario inquietante. L’imprenditore non operava da solo, ma avrebbe agito con l’aggravante di agevolare diverse consorterie mafiose di primo piano: dal clan dei Casalesi al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, fino a estendere i propri contatti alla cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto e al clan Romeo-Santapaola tra Catania e Messina.

I Beni nel mirino

Sotto la lente degli inquirenti è finita la sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita dell’uomo. Il sequestro ha riguardato 8 società (attive nei settori delle pulizie, immobiliare, nautico e sanitario) con sedi tra Salerno, Napoli e Milano, oltre a 22 immobili, 8 terreni, un’imbarcazione, 25 veicoli e orologi di lusso. Una “cassaforte” illecita che ora passa nelle mani dello Stato.