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Ravello: il Comune comunica il via libera alla realizzazione dell’allargamento dello storico Saliscendi.

Dopo oltre 17 anni e tre mesi dalla prima delibera con la quale veniva approvato il primo Protocollo d’intesa tra il Comune di Ravello e la Provincia di Salerno, per la realizzazione dei lavori di allargamento della Strada Regionale ex Strada Statale n.373 di Castiglione, ieri è stato comunicato il via libera al progetto di ampliamento, a partire dal suo primo tratto, in località Civita.

Si tratta del primo chilometro di strada, di quello conosciuto dagli abitanti della Costa come la famigerata strettoia del Saliscendi che, seppur regolato da oltre 20anni da un impianto semaforico, è spesso temuto anche dagli automobilisti più esperti.

Si tratta di un’opera strategica, di vitale importanza per la mobilità di residenti e turisti nell’intero comprensorio, dato che la strada ex 373 costituisce il collegamento principale tra Ravello e Scala alla Statale costiera 163 ed al Presidio Ospedaliero di Castiglione.

La vicenda relativa alla Strada Regionale ex Strada Statale 373 è un caso emblematico di lungaggini burocratiche ed infrastrutturali all’italiana.
Pur essendo la via di accesso carrabile principale per Ravello e Scala, l’allargamento e la messa in sicurezza sarebbero dovuti avvenire in tempi lampo, considerato l’elevato flusso turistico ed i mezzi pubblici che la percorrono quotidianamente quasi tutto l’anno.
Dal primo protocollo d’intesa per il potenziamento di questa arteria, le cronache locali hanno evidenziato invece, come le promesse periodiche di ammodernamento, abbiano accumulato ritardi decennali, costringendo ad effettuare negli ultimi anni molteplici interventi in modalità di somma urgenza per la messa in sicurezza del tratto.

Crolli di muretti ed adeguamenti del manto stradale, sono stati più  volte causa di gravi incidenti, alcuni anche mortali.
In prossimità del tornante di Cigliano in particolare, sono stati eseguiti in questi ultimi anni, controversi lavori di consolidamento e rifacimento dell’asfalto, con frequenti modifiche alla viabilità, sensi unici alternati, e rinvii dei lavori a causa di problematiche tecniche, con forti disagi alla circolazione.

Nel maggio 2023, un autobus turistico è precipitato per circa 20-40 metri da un tornante lungo la via Cigliano a Ravello (Salerno), schiantandosi contro un’abitazione. Nell’incidente è morto l’autista 28enne, Nicola Fusco, unico occupante del mezzo.

La complessità del territorio, le necessità di autorizzazioni paesaggistiche, le carenze di fondi e le lungaggini negli appalti, sono le cause dei ritardi biblici, che caratterizzano tutte le opere di questo tipo, ed il Saliscendi mostra bene il gap burocratico dell’Italia rispetto a ciò che avviene nella maggior parte degli altri paesi europei.

Nel rompicapo della Conferenza di Servizi per il progetto della ss373, che ha coinvolto Provincia di Salerno, Soprintendenza, Parco Monti Lattari, Comunità Montana, Genio Civile ed Autorità di Bacino, la conclusione arriva grazie al silenzio-assenso.
Una soddisfazione alquanto amara, che evidenzia la criticità strutturale del nostro sistema amministrativo, spesso denunciata e confermata dai dati.

La realizzazione delle grandi opere in Italia richiede spesso oltre 14 anni, talvolta arrivando a tempi anche molto superiori a causa di complessità burocratiche, ostacoli ambientali e sovrapposizioni di competenze tra enti, per cui il meccanismo di silenzio-assenso, concepito proprio come strumento di semplificazione, conferma l’incapacità degli enti di rispondere nei tempi previsti, ma anche che l’inerzia è finita per diventare la modalità operativa adottata per il superamento dei pareri.

Il ritardo burocratico si rivela come una vera e propria paralisi, che finisce per gravare sul PIL nazionale con perdite significative, talvolta stimate fino a 184 miliardi di euro, frenando l’economia e lo sviluppo del territorio.
La fase di progettazione ed approvazione, nella migliore delle ipotesi, può durare tra i 2 e i 6 anni, mentre i tempi medi di esecuzione si allungano ulteriormente, confermando la percezione che un’opera, se completata, arriva a maturazione quasi esclusivamente per “esaurimento“.

A Ravello aspettando fiduciosi l’inizio dei lavori, per ora si circola sul Saliscendi sempre con molta cautela: è solo di un paio di giorni fa, la segnalazione del crollo di una macera in pietra, dovuta alle piogge incessanti, che ha riversato a valle, terra e detriti oltre ai rivoli d’acqua che in inverno scendono giù su tutto il percorso, non correttamente drenati dal costone sovrastante.

La fragilità  idrogeologica si è palesata anche stamattina, con una nuova frana nel comune Scala, dove terreno e massi precipitando hanno distrutto le strutture in legno del Parco del Dragone, oasi verde di 5.000metri quadri, ed ancora una volta la fortuna ha voluto che non si registrassero feriti.
Questo triste evento rappresenta tuttavia un nuovo campanello d’allarme sulla vulnerabilità del territorio, per l’intero comprensorio, che dopo la recente frana di Cetara, continua ad essere messo duramente alla prova dai pesanti eventi meteorologici.