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Progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno, per Vietri una distanza molto pesante da digerire.

A seguito della manifestazione del 4 gennaio a Salerno, alla quale hanno partecipato anche alcuni sindaci dei comuni della Costiera, a tutela della morfologia della costa e dei prevedibili danni ambientali conseguenti all’ampliamento del Porto e delle nuove rotte delle navi, si è tenuto un importante incontro a Napoli, il 13 gennaio, la sede dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno.

Alla riunione, il Presidente, Eliseo Cuccaro, rassicurava che nessuna modifica all’imbocco del porto commerciale di Salerno ed al Molo di Ponente, avrebbe messo a rischio il tratto di costa al confine con Vietri sul Mare.
Erano presenti, oltre al consigliere regionale Luca Cascone, il sindaco di Cetara e presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi Fortunato Della Monica e la vicesindaca di Vietri sul Mare, Angela Infante, ai quali veniva mostrato anche un nuovo progetto, privo di modifiche ed ampliamenti sostanziali al Molo di Ponente ed al molo “3 Gennaio”, che veniva destinato solo ai pescherecci salernitani.

Il problema sembrava risolto e l’allarme rientrato!

La scorsa settimana però il giornalista Enzo Ragone, tra i promotori della manifestazione di protesta, pubblicava un post Fb, rilevando che, nella proposta del nuovo Piano regolatore portuale all’esame dei ministeri competenti, risultava presente di nuovo un ampliamento: oltre 200metri verso Vietri del molo di Ponente, in più quello della vecchia darsena, pari circa al doppio di quello di Piazza della Libertà.

Da qui la convocazione di un nuovo incontro venerdì a Salerno tra il presidente Cuccaro e le associazioni ambientaliste: Italia Nostra (Rosa Carafa), il Comitato Giù le mani dalla spiaggia (Enzo Ragone), il Comitato Salute e Vita (Salvatore Milione), nonché l’avvocato Franco Massimo Lanocita, l’ingegnere Felice Bottiglieri e l’architetto Gianpaolo Lambiase.

Nell’incontro Eliseo Cuccaro proponeva ai partecipanti, un percorso virtuoso e trasparente, fornendo tutta la documentazione occorrente ad individuare un punto di equilibrio tra l’ambiente costiero limitrofo e la città ospitante il porto, precisando che quel Piano costituisce solo il primo steep, purtroppo “ereditato” ma tuttavia ancora nella fase iniziale di pareri ed osservazioni.
L’iter di progettazione, a suo dire quindi, sarebbe ancora lungo, e pertanto rassicurava che sotto la sua presidenza non verranno mai assunti provvedimenti per interventi che possano deturpare la Costa amalfitana.

L’incontro si concludeva con l’assunzione dell’impegno, da parte del presidente Cuccaro, non solo a verificare tutto il procedimento amministrativo ereditato, ma a convocare a distanza di due settimane, un nuovo incontro, al fine di evitare possibili scelte sbagliate.

In conclusione che dire?

Che non resta che continuare a vigilare, affinché l’ingresso costiero della Costa d’Amalfi non si trasformi in un nuovo quartiere della città di Salerno, auspicando che il Presidente Eliseo Cuccaro mantenga saldo il timone su questa rotta, fino alla conclusione di un iter burocratico, molto delicato e complesso.

Nel frattempo registriamo che a Salerno, si procede con un progetto di riqualificazione dell’area di Santa Teresa, un intervento che mira ad un rapporto nuovo tra centro urbano e porto turistico, attraverso il restyling del tessuto urbano e del waterfront con un parco attrezzato per lo sport, aree eventi collegate alla Stazione Marittima e nuove volumetrie per servizi ricettivi.

Così mentre Salerno si “rifà il look” per offrire ai suoi cittadini spazi urbani in modalità sostenibile, in Costa d’Amalfi soffochiamo di turismo e traffico, con servizi spesso inesistenti per i residenti, e che diventano sempre più carenti.

Generico febbraio 2026