Logo

Piano di Sorrento, emergenza furti: l’ira di Diego Ambruoso nel video virale. “Basta accattonaggio e controlli inesistenti”
Diego lo conosciamo e vogliamo bene, è presente come fotografo, operatore, il suo drone è una garanzia di un bel servizio ad un evento, è un gigante buono, si impegna con la protezione civile e denuncia spesso sui social network , in particolare facebook , tanti problemi, la viabilità , gli incidenti, situazioni di pericolo, questa volta  punta il dito contro la presenza di rom fuori ai supermercati e accusa istituzioni e cittadini , chi non controlla e chi fa l’elemosina facendo pensare che qui giustamente ci sono i soldi e magari conviene tornare a rubare. Diego ha tutte le sue buone ragioni, anche se non si può essere totalmente d’accordo con i toni e le accuse generiche, lui stesso, rimasto solo senza padre e madre, ha subito un furto nel 2022 in casa, una situazione emotivamente terribile e sconvolgente che ancora oggi lo mette in ansia.

È un fiume in piena Diego Ambruoso. In un video pubblicato su Facebook, diventato virale in poche ore tra le chat e le bacheche della Penisola Sorrentina, l’uomo dà voce a un malcontento crescente tra i cittadini carottesi riguardo l’ondata di furti che sta colpendo la città. Ma la sua analisi va oltre la semplice denuncia del crimine, trasformandosi in un atto d’accusa durissimo contro il “sistema” dell’accattonaggio e gli stessi cittadini, nello stesso tempo ringrazia le forze dell’ordine, ma i cittadini dovrebbero evitare di accoglierli.

L’accusa: “Sono loro alcuni possibili autori dei furti”
Al centro dello sfogo di Ambruoso c’è la presenza costante di persone di etnia rom e sinti (“zingari”, come vengono definiti nel video senza mezzi termini) che stazionano quotidianamente all’esterno delle attività commerciali. Secondo Ambruoso, non si tratterebbe di semplici richieste di aiuto, ma di un presidio del territorio che funge da base per i furti in appartamento e nelle attività che stanno esasperando i residenti.”Stanno sempre fuori ai negozi di alimentari o ai supermercati,” tuona Ambruoso nel video, “e noi continuiamo a permetterlo.”Ambruoso non risparmia nessuno, nemmeno i suoi concittadini. Una parte della responsabilità, secondo l’autore del video, ricade su chi continua a fare l’elemosina. “Non gli date i soldi, poi queste persone ce le troviamo in casa ,” accusa, sostenendo che dare monete a chi staziona fuori dai negozi non faccia altro che incentivare la loro presenza sul territorio e, di conseguenza, i fenomeni criminali collegati.

Non si può dare torto a Diego, ma riteniamo che esageri e che non si possa criminalizzare una categoria, poi in particolare i barboni sono povere persone che vanno aiutate , ma è comprensibile , lui ha subito un bruttissimo furto in casa . Rom o zingari che siano su una cosa vogliamo essere duri  quando ci sono i bambini, dove sono i Servizi Sociali e la tutela dei minori?  Queste persone sono accompagnate da bambini, utilizzati per impietosire i passanti o costretti a vivere in strada.

Qui scatta il paragone polemico con un caso di cronaca recente che ha toccato l’opinione pubblica locale: quello della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Ma non solo, conosciamo casi in penisola sorrentina dove i servizi sociali e le forze dell’ordine intervengono con situazioni dubbie provocando loro malgrado sofferenze per la limitazione ad un genitore nella visite ai figli. “Perché nessuno attiva i servizi sociali per questi bambini che stanno in strada?”  Ci sembra un inaccettabile doppio standard: da una parte la solerzia delle istituzioni nell’intervenire su una famiglia tranquilla che aveva scelto una vita ritirata nella natura, dall’altra l’assoluto immobilismo verso i minori costretti all’accattonaggio sui marciapiedi di Piano di Sorrento.

Un video virale
Il video ha raccolto centinaia di visualizzazioni e commenti, spaccando l’opinione pubblica ma raccogliendo molti consensi tra chi si sente insicuro. La richiesta che emerge dal basso è chiara: maggiori controlli, tolleranza zero verso l’accattonaggio molesto e una verifica reale delle condizioni dei minori coinvolti. Non riportiamo tutte le parole, ma fa capire il clima di alcune persone anche se dobbiamo anche dire che qui non si raggiungono le vette dei furti di Castellammare di Stabia  o altre zone della provincia di Napoli, ci sono casi isolati qui e in particolare a Massa Lubrense e Sant’Agnata, di cui però non si parla molto, è vero che diversi casi isolati diventano comunque preoccupati, ma le forze dell’ordine ed i carabinieri stanno facendo tanti, i cittadini si facciano sentinelle e li chiamino, qui i ladri non troveranno terreno fertile se ci organizziamo.