Logo
L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro ci ha regalato tante emozioni

L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro ci ha regalato tante emozioni La storia vera della cattura di Matteo Messina Denaro arriva in tv grazie a Pietro Valsecchi, ideatore, produttore e sceneggiatore della miniserie intitolata L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, che vede protagonista Lino Guanciale. E non è una serie di mafia, è una serie il cui il punto di vista è quello dello Stato che combatte e vince. Con la regia di Michele Soavi, L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro debutta stasera, martedì 3 febbraio la prima puntata. Domani, giovedì 4 febbraio, la seconda ed ultima, alla stessa ora. La miniserie, che conta quattro episodi totali, sarà disponibile anche su RaiPlay, in boxset.

Una storia di impegno civile che racconta il lavoro di chi è davvero invisibile
Dopo anni di collaborazione con Mediaset, Valsecchi debutta su Rai 1. «Non avevo mai lavorato per Rai 1 e ho detto: farò almeno una cosa su Rai 1 prima di finire la mia carriera. Ho pensato che questa storia fosse quella giusta per su Rai 1». Il motivo? «È una serie difficilissima, importante e civile». Racconta infatti il lavoro silenzioso, costante e spesso invisibile delle istituzioni che, lontano dai riflettori, hanno portato alla cattura dell’ultimo grande latitante di Cosa Nostra. Era il 16 gennaio 2023. Oltre a Lino Guanciale nei panni del colonnello del Ros Lucio Gambera, del cast della miniserie fanno parte Ninni Bruschetta nei panni del boss mafioso, Massimo De Lorenzo, Leo Gassmann, Levante e Paolo Briguglia.

L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro: la trama
Il Colonnello Lucio Gambera (Lino Guanciale) è a capo della squadra speciale del Ros incaricata di catturare il boss latitante Matteo Messina Denaro (Ninni Bruschetta). Con lui ci sono il maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo), il tecnico delle intercettazioni Ram (Leo Gassmann), gli agenti operativi Dago (Giacomo Stallone) e Giove (Bernardo Casertano), la pilota Nikita (Noemi Brando) e l’esperto di identikit Garcia (Roberto Scorza). Un gruppo di professionisti abituati da anni a partecipare a missioni ad alto rischio. Stavolta devono chiudere in fretta l’operazione “Tramonto”, così chiamata in omaggio alla poesia di una giovanissima vittima del boss.

Dopo una serie di retate a vuoto, l’indagine prende una piega inquietante. Gambera comincia a sospettare che all’interno della squadra si nasconda una talpa e affida a Sancho il compito di trovarla tra i suoi uomini. La pressione dell’operazione si riflette anche sul piano personale: l’ossessione per la cattura del boss rovina il rapporto con sua moglie Maria (Levante). Anche il Vice Procuratore Paolo Guido (Paolo Briguglia), che affianca Gambera nelle indagini, deve affrontare una seria emergenza familiare: sua moglie viene colpita da una grave polmonite. Una maxi-retata porta a importanti arresti, ma il nodo del tradimento interno rimane irrisolto.

La talpa viene scoperta, “l’invisibile” è più vicino che mai
La scoperta della talpa segna un punto di svolta e lascia la squadra a pezzi. Ma l’operazione continua e, grazie all’infiltrazione nell’abitazione di Rosalia Messina Denaro (Simona Malato), sorella del boss, viene alla luce un indizio decisivo. Gambera e i suoi riescono a ricostruire i movimenti di Matteo Messina Denaro e arrivano a scoprire una clinica di Palermo frequentata dal latitante, malato. Il 16 gennaio 2023 l’operazione “Tramonto” si compie : è il momento della verità.

«È bello raccontare queste storie di uomini dell’ombra. Perché sono uomini che non si vedono, sono loro i veri invisibili», ha detto Michele Soavi, regista della miniserie. «Conosco molto bene la difficoltà che hanno queste persone a misurarsi con la vita quotidiana, soprattutto nei rapporti familiari fatti di grandi sacrifici, di omissioni, a volte costretti anche a mentire alle proprie famiglie o di non svelare le indagini che stanno facendo, mettendo a rischio la loro vita».

Soavi ha parlato anche delle difficoltà logistiche affrontate durante la lavorazione. «Il territorio dove operava Matteo Messina Denaro e la sua omertà era nel trapanese ed era la location dove noi volevamo andare a girare per essere verosimili». Ma è stato impossibile. «Purtroppo ci è stato fatto capire in modo molto elegante che era meglio non entrare “in casa sua”. Per cui siamo rimasti sempre in Sicilia, ripiegando sul territorio palermitano, dove comunque abbiamo avuto più libertà di movimento e anche forse più sicurezza».

L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, tramaLino Guanciale (Foto Uff. stampa Rai)
Lino Guanciale e la “doppia missione” del suo colonnello
«La cosa che mi ha interessato da subito è che spero si respiri in questo lavoro per gli spettatori e le spettatrici è quanto la lotta per queste persone sia su due fronti»: parola di Lino Guanciale, “mister fiction”. «Da un lato c’è la missione vocazionale di portare a termine in questo caso la cattura di un boss così efferato. Un boss, va detto, importante da prendere proprio per distruggerne il mito. E dall’altro, se la missione di ogni giorno è catturare Messina Denaro, c’è anche la missione parallela e ugualmente importante. Il colonnello si chiede: come faccio ad andare a prendere mio figlio a scuola? Come faccio a ricavare il tempo per stare con i miei cari, come faccio a mandare avanti la mia esistenza affettiva?».

Prima della messa in onda, il protagonista de L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro ha detto: «Spero che siamo riusciti in quella che secondo me era la grande sfida di questo lavoro, cioè restituire la dimensione di sacrificio e di investimento umano delle persone che portano avanti lavori così importanti».

«Spero di essere stata all’altezza di questo ruolo perché è un ruolo difficile, in una posizione alla quale non ero abituata», ha anticipato Claudia Lagona, che il pubblico conosce come Levante, principale occupazione cantautrice (torna in gara a Sanremo 2026). «Non è stato poi così tanto difficile vestire i panni di qualcun altro, perché fondamentalmente anche quando scrivo metto i panni di qualcun altro. Racconto anche storie che non sono la mia». Che cosa succede alle famiglie delle persone impegnate nella ricerca di un latitante trentennale?

Raccontando il ruolo di Maria Gambera ne L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, Levante ha evidenziato che quello con il colonnello è un rapporto di lavoro “a casa”: «Nel senso che quando Lucio torna dalla sua ricerca estenuante per questo latitante trentennale trova un’altra ricerca, quella di tenere unita una famiglia ed è un dramma: l’intera famiglia viene coinvolta in questo lavoro, un lavoro pericolosissimo perché vede le libertà di tutti i membri della famiglia limitate»