Libri. Recensione di Matilde Di Muro sul volume, edito da “la Valle del Tempo”, “SGUARDI SUL CONTEMPORANEO 1”, scritto da Maurizio Vitiello
Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo la recensione di Matilde Di Muro sul libro, edito da “la Valle del Tempo”, “SGUARDI SUL CONTEMPORANEO 1” di Maurizio Vitiello
“Sguardi sul contemporaneo 1”, edito da “La Valle del Tempo”, è l’ultimo lavoro totalmente ideato, progettato e scritto dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello.
Il titolo, attraverso due sostantivi e un numero, “Sguardi”, “contemporanei” e “1”, ben definisce il contenuto di questa interessantissima trattazione con cui l’autore annuncia la messa in campo di tutta la sua decennale esperienza e competenza nel mondo della cultura, artistica in particolare, e, allo stesso tempo, guarda al futuro facendo presagire ad un percorso di analisi che prende le mosse proprio a partire da questo libro.
Vitiello offre un suo personale “punto di vista” sul panorama artistico “contemporaneo” attraverso una sapiente selezione di ben 30 artisti internazionali con relative opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, alla grafica, alla ceramica fino alla digital art.
Si tratta di personalità artistiche storiche e consolidate, ma anche di talenti emergenti quali:
Luciano Basagni, Maurizio Bonolis, Alessandro Borrelli, Beatriz Cárdenas, Gerolamo Casertano, Maria Luisa Casertano, Emma Chiavarone, Maria Pia Daidone, Pier Tancredi De-Coll’, Claudia Del Giudice, Annamaria De Vito, Natallia Gillo Piatrova Parmeggiani, Sergio Guerrini, Lars Howler, Mario La Carrubba, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Vincenzo Mascia, Emidio Mastrangioli, Mauro Molinari, Pietro Nino, Daniel Osuna, Viviana Pallotta, Pasquale Pazzaglia, Gianni Rossi, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez, Maurizio Schächter Conte, Anna Seccia, Rino Vellecco,
A sostegno del fatto che le arti visive hanno bisogno di essere apprezzate con lo sguardo, a questo testo va riconosciuta una particolare cura grafica sin dalle immagini scelte in copertina e controcopertina.
Infatti un blu intenso avvolge tutta la copertura del testo su cui campeggiano, in prima e quarta copertina, le opere “Profile of a Yong Dame” e “Cry” realizzate in digital art dall’artista Viviana Pallotta.
Questa scelta appare oltremodo programmatica quasi a voler abbracciare l’arte di ogni tempo in una memoria collettiva e personale che attraversa passato, presente e futuro.
Infatti all’opera sul frontespizio, in cui campeggia una creazione artistica che ripropone in una nuova prospettiva, in chiave moderna, delicata e pressoché onirica, la quattrocentesca opera del Pollaiolo, “Ritratto di nobildonna”, si contrappone in controcopertina un’immagine quasi futuristica di un volto stilizzato composto digitalmente da linee, micro particelle ed espressionistici addensamenti di colore che risaltano su uno sfondo nero.
La prima immagine stimola oltremodo la curiosità alla conoscenza del contenuto di questo interessantissimo testo che l’autore sceglie di aprire con le citazioni di sei celebri artisti d’avanguardia e che sembrano dare spiegazione di tutto ciò che a mosso e muove ancor oggi l’arte e gli artisti del contemporaneo.
Dopodiché Vitiello dedica spazio ai contributi poetici di Floria Bufano, Rita Felerico e Antonio Spagnuolo.
Si tratta di tre poesie inedite che raccontano di stati d’animo, visioni e sensazioni che attraversano l’animo umano e il fare artistico e leggerle ci predispone allo svelamento della bellezza contenuta nelle opere d’arte oggetto della trattazione.
Vitiello provvede, dopo una densa dissertazione sui percorsi visivi scelti per ricchezza di senso e contenuto alla luce di tutti i cambiamenti e le repentine evoluzioni che hanno attraversato la nostra epoca, a delineare, in termini storico-critici, le caratteristiche proprie di ciascun artista.
Si passa dunque alla parte più corposa del testo che è la lunga carrellata di immagini delle opere scelte affiancate dalle foto dei singoli artisti.
Quest’ultimo dettaglio, quello dei ritratti fitografici di ciascun artista, appare tutt’altro che marginale nella misura in cui aiuta ad entrare in un contatto più intimo con le opere e sembra rivelare una sensibilità personale e culturale del sociologo Maurizio Vitiello sempre attento e propenso all’incontro di tutto ciò che di umano ci attraversa, appartiene e caratterizza.
Insomma, questo testo è senza dubbio una grande opportunità per guardare con profondità all’arte del nostro tempo, per farne memoria in un’epoca in cui tutto è consumato con voracità e scarsa attenzione e per ritrovare il gusto di quella comunicazione congrua, di cui Maurizio Vitiello è grande esperto, verso tutto ciò che infonde bellezza con ogni mezzo possibile, dalla poesia alle arti visuali, e senza porre confini.
Matilde Di Muro

