Euro 2032 a Salerno, l’amara riflessione di Salvatore Gagliano da Praiano: “L’Uefa vuole fatti, noi abbiamo solo mezza scala demolita”
Euro 2032 a Salerno, l’amara riflessione di Salvatore Gagliano da Praiano: “L’Uefa vuole fatti, noi abbiamo solo mezza scala demolita”
Un bagno di realismo severo, che spazza via i facili entusiasmi per lasciare spazio a un’amara disamina dello stato dell’arte. È questo il senso del lungo intervento affidato ai social network da Salvatore Gagliano, che interviene a gamba tesa sulle reali possibilità di Salerno di ospitare le partite dei Campionati Europei di calcio del 2032.
Gagliano, pur definendosi un inguaribile ottimista abituato a “vedere il bicchiere mezzo pieno“, dichiara la sua resa incondizionata di fronte all’evidenza dei fatti, mettendo a confronto le promesse faraoniche dello scorso autunno con l’attuale stallo amministrativo e strutturale.
Il “Libro dei Sogni” di settembre
Il punto di partenza dell’analisi di Gagliano è la visita ispettiva dello scorso settembre. Su specifica richiesta dell’allora sindaco Vincenzo Napoli, un alto dirigente dell’UEFA giunse in città per valutare la concretezza della candidatura salernitana. In quell’occasione, sottolinea Gagliano, l’amministrazione dipinse uno scenario idilliaco, garantendo:
Fondi europei già disponibili sui conti del Comune con decreto pronto.
Inizio immediato dei lavori, partendo dall’abbattimento delle scale della Curva.
Un progetto di rifacimento totale dello stadio Arechi, affiancato dalla realizzazione del nuovo “Campo Volpe”.
Sviluppo di parcheggi e messa in sicurezza delle aree esterne.
Un aeroporto pienamente efficiente per i collegamenti internazionali.
Viabilità rinnovata e costruzione di alberghi a 5 stelle.
“Di certo – commenta amaro Gagliano – con dei programmi simili Salerno non poteva non essere presa in considerazione”.
Marzo: il ritorno alla realtà
Il vero nodo della questione, tuttavia, si presenterà a marzo, quando gli ispettori UEFA faranno ritorno in città a distanza di oltre sei mesi. Lo scenario che si troveranno di fronte, secondo Gagliano, è diametralmente opposto alle promesse:
Vuoto amministrativo: Un Comune retto da un Commissario fino alla fine di maggio.
Cantieri fermi: I lavori sono bloccati poiché il finanziamento previsto si è rivelato “solo ed esclusivamente nell’immaginario”.
Infrastrutture al palo: L’aeroporto “annaspa”, con un saldo negativo tra voli proposti e soppressi, e la viabilità è rimasta a “zero”.
L’unico dato di fatto concreto in sei mesi, fa notare Gagliano con amara ironia, è “la demolizione di metà scala della Curva”.
“In Svizzera vogliono i fatti”
L’affondo finale è dedicato all’incompatibilità tra il modus operandi locale e gli standard europei. “Veramente pensate che con l’Uefa si possa ragionare così come si fa in Italia?“, si chiede Gagliano. Da Nyon (Svizzera, sede dell’UEFA) pretendono fatti concreti e cronoprogrammi certi; le chiacchiere, ribadisce, “se le porta via il vento“.
Gagliano ci tiene a precisare che la sua è un’analisi squisitamente tecnica e non politica: chiunque lavori per il bene della città merita applausi, purché “si dicano le verità vere“.
L’invito finale ai salernitani è quindi quello di non illudersi: meglio concentrare le energie per riportare la Salernitana e la sua tifoseria nelle categorie che meritano. Per gli Europei a Salerno, conclude Gagliano, “è preferibile affidarsi ai figli dei nostri figli“, sperando che le future generazioni possano finalmente godere di una città dal respiro turistico e autenticamente europeo.


