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Castellammare di Stabia. È scontro tra Vicinanza e il Pd, ma è la magistratura che indaga sull’amministrazione.

Castellammare di Stabia. È scontro tra Vicinanza e il Pd, ma è la magistratura che indaga sull’amministrazione.

Castellammare di Stabia (Na). La commissione d’accesso antimafia si è insediata da tre giorni presso l’amministrazione di Castellammare di Stabia guidata da Gigi Vicinanza, ex direttore de La Repubblica e del settimanale L’Espresso. Eletto sindaco nel giugno 2024 con il 66% di preferenze, dai cittadini stabiesi.

Castellammare veniva da un precedente scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, avvenuto nel febbraio del 2022, amministrazione guidata all’epoca dal centro destra.

Terminati i due anni di commissariamento, l’attuale sindaco, Gigi Vicinanza, dopo un lungo scontro tra le varie proposte di candidatura nel cs , Vicinanza riuscì a spuntarla, costruendo una coalizione composta da 14 liste.

Lo stesso sindaco intervenuto a sostegno di Fico presidente della regione Campania, durante un’assemblea al Supercinema, entusiata definì la coalizione che lo portò a vincere contro il centro destra di D’Apuzzo, con la locuzione “campo stabiese” viste le numerosissime liste civiche presenti nella coalizione.

I problemi per l’amministrazione comunale arrivarono all’indomani della festa per la squadra della Juve Stabia, avvenuta a fine campionato dello scorso anno, organizzata dall’amministrazione comunale sull’arenile. In quell’occasione salirono sul palco per premiare un giocatore tre ultrà stabiesi, che poi si dimostrarono essere persone con pesanti precedenti penali, legati alla camorra. A denunciare il fatto fu Sandro Ruotolo, Deputato euro-parlamentare e consigliere comunale stabiese del Pd.

L’onorevole Ruotolo, come da impegni presi in campagna elettorale, è stato promotore dell’Osservatorio sulla camorra. Con il il supporto del docente universitario prof. Luciano Brancaccio, sostenuto dal sindaco, presentò un resoconto dal quale si evinceva come in alcuni quartieri a forte presenza camorristica alcuni consiglieri avevano preso voti molto al di sopra della media.

Ma veniamo alla vicenda che ha portato il ministro dell’Interno on. Matteo Piantedosi giovedì 30 gennaio a delegare il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, per autorizzarlo ad inviare la commissione prefettizia antimafia a Castellammare di Stabia.

Nel novembre scorso la polizia su richiesta della DDA arresta 11 persone aderenti al clan D’Alessandro, coinvolte nella presunta gestione illegale delle società appaltatrici dello stadio Romeo Menti, dell’Ospedale San Leonardo.

Poco dopo dalle intercettazioni emerge che due consiglieri comunali sono lambiti da queste indagini. Si tratta di Nino Di Maio ex sindacalista CISL, i cui figlio e nipote saranno poi indagati per associazione mafiosa. Il consigliere eletto nella lista civica Noi per Stabia si dimise per senso di responsabilità, dichiarando di essere estraneo ai fatti e difendendo la sua famiglia.

Poco dopo risultò che anche un altro consigliere comunale, Gennaro Oscurato, eletto nella lista civica Stabia rialzati, appariva nelle intercettazioni, questa volta in prima persona, intercettato mentre parlava con il cassiere del clan D’Alessandro, Michele Abbruzese. Le interlocuzioni sembravano non implicare nulla di grave.

Ma il 15 gennaio, lo stesso giorno in cui il sindaco Vicinanza aveva chiamato a raccolta presso il Supercinema i suoi sostinitori in un’assemblea contro la camorra, Oscurato si dimitteva dalla carica di consigliere comunale.
Tale scelta fu letta dal sindaco Vicinanza come una vittoria della legalità. Purtroppo qualche giorno dopo si apprese che l’ormai ex consigliere era indagato per concorso esterno in associazione camorristica.

Il 28 gennaio Gennaro Oscurato viene interrogato dai magistrati della procura di Napoli per circa tre ore. Giovedì 30 gennaio il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha inviato la commissione d’accesso antimafia presso il comune di Castellammare di Stabia. I commissari resteranno ad indagare sugli atti amministrativi per 3 mesi prorogabili per altri 3 una sola volta.

Su invito di numerosi lettori, Positanonews ha riportato le vicende giudiziarie legate alle indagini della DDA sulla camorra stabiese che hanno lambito il consiglio comunale e l’amministrazione stabiese, scevre da ogni cronaca sullo scontro politico tra sindaco e Partito Democratico.

La politica e i partiti sono il sale della democrazia, ma quando la criminalità si insinua nella pubblica amministrazione e per arginarla interviene la magistratura, significa che la politica ha sbagliato in qualche scelta.

Lo scontro di tipo propagandistico, che oggi si sta consumando in città, non aiuta i cittadini a comprendere gli eventi, allontanandoli dalla verità, dalla vita pubblica e dal voto.