Sì dei giudici alla variante urbanistica: ricorso respinto, iter ritenuto legittimo e conforme alle valutazioni ambientali
|Alloggi sociali a Cetara, il TAR chiude il contenzioso
messa la paola fine dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – sezione di Salerno – su una vicenda giudiziaria lunga e articolata legata al progetto di edilizia residenziale sociale nel Comune di Cetara. Con la sentenza depositata mercoledì 18 febbraio, il Collegio ha respinto il ricorso presentato da una cittadina, insieme ai motivi aggiunti successivamente proposti, confermando la correttezza del percorso amministrativo seguito dagli enti coinvolti.
Al centro del contenzioso, la realizzazione di nuovi alloggi in un’area ritenuta sensibile sotto il profilo paesaggistico e ambientale. La ricorrente aveva sollevato diverse censure: dall’illegittimità della variante al Piano urbanistico comunale alla presunta edificazione in zone vincolate o a rischio idrogeologico, fino a contestazioni sulle valutazioni ambientali e sulla partecipazione al procedimento.
I giudici amministrativi, tuttavia, hanno dichiarato il ricorso in parte tardivo e, per il resto, privo di fondamento. In particolare, la sentenza evidenzia che molte doglianze sono state avanzate quando gli atti presupposti erano già efficaci e pubblici da tempo, determinando così l’inammissibilità delle impugnazioni successive.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della trasparenza. Secondo il TAR, gli enti hanno informato correttamente gli interessati in ogni fase dell’iter e le osservazioni presentate sono state esaminate e puntualmente riscontrate. Nessuna violazione, dunque, delle garanzie partecipative.
Sul fronte ambientale, il Collegio ha chiarito che le necessarie valutazioni strategiche e di incidenza non risultano omesse, ma collocate nella fase appropriata, ossia nel momento del recepimento del progetto all’interno del piano comunale attraverso variante puntuale.
Determinante, infine, il richiamo alla prevalenza della pianificazione paesaggistica sugli strumenti urbanistici locali: una volta approvata la variante al piano territoriale sovraordinato, l’adeguamento del Comune è stato ritenuto un passaggio obbligato.
Respinte anche le censure relative ai pareri degli enti sovraordinati. L’Autorità di bacino, osserva il Collegio, non ha imposto prescrizioni vincolanti sulla variante, mentre le indicazioni della Soprintendenza avevano natura collaborativa.
Con questa decisione, il progetto degli alloggi sociali può proseguire senza ulteriori ostacoli giudiziari, segnando un punto fermo in una vicenda che ha acceso il dibattito locale tra tutela del territorio ed esigenze abitative.


