Tunnel Maiori-Minori: il Comitato, i due Sindaci e il Presidente Roberto Fico.
Nessun incontro al vertice, ma solo lettere e note che si susseguono sul fronte del progetto della variante in galleria ss163 Maiori-Minori: in una nota indirizzata al Presidente della Regione, Roberto Fico, il Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana, contesta l’ultima posizione ufficiale espressa in una lettera dai due sindaci Andrea Reale ed Antonio Capone.
Dopo le elezioni, ed il nuovo assetto alla Regione Campania, tenuto conto che il M5S si è sempre dichiarato contrario alla realizzazione della galleria Maiori-Minori, adesso resta da scoprire quale sarà la risposta del Presidente Roberto Fico alle sollecitazioni ricevute dal Comitato, e se riuscirà a mantenersi in controtendenza rispetto alle scelte operate dal suo predecessore Vincenzo De Luca.
Il punto di partenza nella lettera dei sindaci, che viene contestato dal Comitato, è il vantato consenso popolare all’opera: si precisa che nonesiste alcun parere favorevole unanime, anzi che il sentimento comune condiviso dalla cittadinanza, indica un forte dissenso sul tema, ne è prova l’assenza di «tracciabilità degli atti», come prescritto dalla normativa vigente in fase preliminare di progetto.
L’Appalto Integrato infatti, prevede che vengano vagliate tutte le alternative possibili, nel rispetto delle esigenze espresse dall’utenza, e non solo lafattibilità tecnica dell’infrastruttura.
L’unica cosa ad essere certificata, sono le oltre mille firme per la richiesta del referendum, mai accolto da nessuna delle due amministrazioni comunali.
Per il Comitato la vera novità, é la presa d’atto dei due sindaci sull’obbiettivo da perseguire, infatti il focus si è spostato dalla mobilità della statale alla trasformazione radicale dell’area, da veicolare a pedonale, in terrazza panoramica a verde attrezzato, con l’ammissione che il risparmio di pochi secondi di traffico, motivo primario dell’opera, in realtà è irrilevante a fronte del perseguimento di una nuova finalità turistico-commerciale.
Si è voluto omettere tuttavia che la pedonalizzazione resta una chimera poiché la«presenza di plurime proprietà private (Castello Mezzacapo e diversi fondi agricoli) con accessi carrabili»rende impossibile realizzarlo, dovendo garantire il diritto degli accessi carrabili esistenti, oltre a dover lasciare una possibile via alternativa in caso di necessità.
Viene spiegato però che l’ipotesi di riqualificare l’area non è nuova: un’alternativa fattibile fu ipotizzata in passato, senza tunnel ma con un sistema “a sbalzo”, che permette di separare i pedoni dai veicoli, senza scavare la roccia e «spendere25 milioni di euro», un costo decisamente non in linea con il principio di sostenibilità che si dovrebbe perseguire.
In effetti come è già stato detto più volte, questo sistema permette la creazione di un percorso pedonale con pendenze molto più regolari ed architettonicamente armoniose, in una soluzione anche esente da rischi per il delicato complesso roccioso della«Grotta dell’Annunziata – comprensivo di stalattiti, stalagmiti, laghetto naturale chiesa rupestre del XIV secolo, sistema di ulteriori cavità carsiche e grotte sotterranee in parte ancora inesplorate, falde acquifere sospese».
Se è stata ben evidenziata dal Comitato la problematica sul versante Maiori, non si può dire lo stesso per quello di Minori, dove in effetti i danni che il tunnel potrebbe provocare sarebbero irrecuperabili. Qui il mutamento radicale delle caratteristiche di strada residenziale in arteria viaria trafficata, inquinata da smog e rumore, non potrebbero mai pareggiare l’acquisto di quella nuova terrazza, decisamente molto meno godibile.
Viene rilevato inoltre che tali «condizioni bloccanti», non possono considerarsi affatto «tema di cornice», così come l’impatto dei lavori col “sequestro” del porto di Maiori, né i giustificati timori per la salute pubblica col «rischio sanitario derivante da polveri di lavorazione», e nemmeno la minaccia delle vibrazioni delle perforazioni sulla statica degli edifici.
In conclusione le rassicurazioni congiunte dei due sindaci sui veti che sarebbero stati posti grazie alle oltre 400 prescrizioni urbanistiche a tutela del patrimonio storico-ambientale, risultando inattuabili, sembrano destinate a restare definitivamente nel libro dei desideri.
Occorre riconoscere tuttavia che qualcosa é comincia a cambiare nell’approccio al problema, sperare che possa costituire il primo passo per un dibattito diverso col nuovo Presidente della Regione, ed anche che la Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi entri in campo, facendo proprio questo tema, tanto cruciale per l’intero Comprensorio territoriale.








