Su Tv2000 un film documentario su Sant’Alfonso de Liguori: il legame profondo con Scala e la Costiera Amalfitana
Su Tv2000 un film documentario su Sant’Alfonso de Liguori: il legame profondo con Scala e la Costiera Amalfitana
Tv2000 dedica un film documentario alla figura di Sant’Alfonso Maria de Liguori, dottore della Chiesa e fondatore dei Redentoristi, offrendo anche uno sguardo attento e suggestivo sul suo rapporto con Scala, in Costiera Amalfitana, luogo decisivo per la sua vicenda umana e spirituale.
Stremato dall’intensa opera a favore dei poveri di Napoli, Alfonso de Liguori cercò un tempo di riposo lontano dalla città. Fu così che giunse in Costiera, sbarcando a Minori, per poi salire verso le alture di Scala. Qui, nella zona di Santa Maria dei Monti, avrebbe dovuto ritrovare forze e salute; invece, come spesso accadde nella sua vita, il riposo si trasformò in missione.
Giunto in una piccola chiesa costruita in pietra, con cinque o sei camere al piano superiore, Alfonso rimase profondamente colpito dall’abbandono spirituale dei pastori che pascolavano le greggi sui monti. Non poté restare in silenzio: iniziò a predicare loro con semplicità e passione, dando origine a un’esperienza che avrebbe segnato per sempre il territorio e la sua stessa vocazione.
La notizia della sua presenza si diffuse rapidamente. I notabili di Scala, a cominciare dal vescovo, vollero ascoltarlo. A guidare la diocesi era monsignor Nicola Guerriero (1667-1732), vescovo di Scala e Ravello dal 1718, figura di grande spessore culturale e umano, già amico di Alfonso fin dagli anni giovanili a Napoli. Le due diocesi, un tempo ricchissime e potenti grazie alla prosperità di Amalfi, nel 1730 vivevano ormai una fase di profondo declino: a fronte degli antichi splendori – cento torri, centotrenta chiese e decine di parrocchie solo a Scala – restavano pochi monumenti immersi in un paesaggio ancora magnifico, ma segnato dalla povertà.
Il ritrovarsi di Liguori e Guerriero, dopo dodici anni e in condizioni tanto diverse, fu commovente. Il vescovo invitò Alfonso a predicare nella cattedrale di Scala la domenica dell’ottava del Corpus Domini, l’11 giugno. Fu un evento memorabile: per la città quella giornata assunse il valore di una vera missione popolare. Al centro della predicazione, il tema tanto caro ad Alfonso: “Amore folle di Gesù ostia, ingratitudine folle degli uomini”. Le sue parole suscitarono una commozione profonda: pianti, gemiti e invocazioni risuonarono fino al vicino Conservatorio della Concezione, dove le suore chiesero anch’esse di poter ascoltare il predicatore.
Né il vescovo né le monache avrebbero voluto lasciarlo partire. Gli chiesero di tornare a settembre per la novena del Crocifisso e per guidare gli esercizi spirituali nel monastero. Promesse che Alfonso mantenne con fedeltà, rinsaldando un legame destinato a diventare fecondo.
Proprio a Scala, pochi anni dopo, Sant’Alfonso avrebbe dato vita alla Congregazione del Santissimo Redentore, i Redentoristi, segnando l’inizio di una nuova stagione missionaria per la Chiesa, rivolta in particolare ai poveri e agli abbandonati.
Il documentario di Tv2000 restituisce così non solo il profilo spirituale di un grande santo, ma anche il ruolo centrale che la Costiera Amalfitana e la città di Scala ebbero nel suo cammino. Un intreccio di storia, fede e territorio che ancora oggi parla al presente, ricordando come da luoghi appartati e umili possano nascere esperienze destinate a lasciare un segno universale.
Nacque il 27 settembre del 1696 a Napoli dalla nobile famiglia De’ Liguori. Ricevette dai suoi buoni genitori un’educazione santa ed energica, a cui il piccolo Alfonso non mancò di corrispondere, conservando per tutta la vita una predilezione speciale ed un vivo sentimento di riconoscenza verso sua madre.
Con uno studio accurato ed indefesso ottenne la laurea di avvocato a soli sedici anni. Dopo avere esercitato con brillante successo la sua professione per parecchi anni, per un errore commesso involontariamente nel trattare mia causa in tribunale rimase talmente scosso, che decise di abbandonare il mondo per seguire la voce di Dio che lo chiamava al sacerdozio.
Divenuto sacerdote, si esercitò nella predicazione popolare e nell’insegnamento del catechismo. A tutti rivolgeva la sua parola semplice, caritatevole, senza ricercatezza. Per predicare il Vangelo ai poveri, nel 1732 fondò a Scala, vicino Amalfi, l’Ordine dei Redentoristi, attualmente diffuso in tutta Europa, in America e in altre parti del mondo.
Sant’Alfonso viene venerato in diversi Comuni della Costiera Amalfitana:
• PRAIANO presso la chiesa parrocchiale di S. Luca evangelista;
• AMALFI presso la cattedrale di S. Andrea apostolo;
• SCALA presso il duomo di S. Lorenzo martire;
• MINORI presso la basilica di S. Trofimena vergine e martire;
• MAIORI presso la collegiata di S. Maria a Mare.
SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI: IL SANTO DI CARNE
SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI: IL SANTO DI CARNE
SINOSSI
Un’autobiografia immaginaria, un viaggio poetico tra vicenda terrena, opere, testimonianze e lascito spirituale di Alfonso Maria de’ Liguori raccontata in prima persona, interpretato da Enrico Lo Verso.
Attraverso ricostruzioni storiche a cavallo tra il 1600 e il 1700 e interviste raccolte dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo nell’arco di anni di studio laico sulla sua figura, il documentario delinea il ritratto non solo del Santo ma anche dell’Uomo, cercando di risolvere il mistero di questa personalità così importante e studiata per l’orientamento della Chiesa Cattolica, per la teologia, l’arte e la musica, a partite dal suo “Tu scendi dalle stelle”, ma ancora così poco conosciuta.



