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Sorrento, stop agli abusi edilizi in collina: ordinata la demolizione di un grande B&B

Una vasta villa situata nella zona collinare di Sorrento, composta da un piano terra e due livelli superiori, con circa quindici camere e numerosi ambienti di servizio, dovrà essere demolita. L’edificio, utilizzato negli anni come bed & breakfast e agriturismo, è stato giudicato in gran parte abusivo e non conforme alle norme urbanistiche vigenti.

Il provvedimento rappresenta uno degli interventi più incisivi dell’amministrazione comunale commissariata, guidata dalla prefetta Rosalba Scialla, da sempre impegnata nel contrasto alla speculazione edilizia e alla trasformazione illegittima del territorio. Nonostante le difficoltà operative e organizzative, l’azione dell’Ente ha trovato pieno riscontro in sede giudiziaria.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, IV Sezione, con sentenza n. 37/2026, ha respinto i ricorsi presentati dai proprietari, confermando la legittimità dell’ordine di demolizione e dell’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale. Secondo i giudici, le opere realizzate hanno modificato radicalmente l’edificio originario, rendendolo del tutto diverso per caratteristiche strutturali, volumetriche e per destinazione d’uso rispetto a quanto autorizzato.

Le difese della proprietà non sono riuscite a dimostrare che gli interventi fossero coperti da precedenti titoli edilizi. La sanatoria ottenuta nel 2005, infatti, riguardava esclusivamente un ampliamento limitato e il cambio di destinazione d’uso di alcuni locali rurali al piano terra, e non l’intero complesso successivamente realizzato.

Il TAR ha inoltre sottolineato che l’area interessata è soggetta a rigidi vincoli paesaggistici e urbanistici, imposti sia da decreti ministeriali sia dal Piano Urbanistico Territoriale della Penisola Sorrentina. Proprio per questo motivo, è stata ritenuta corretta l’applicazione della sanzione più severa prevista dalla legge.

Infine, l’ordine di demolizione è stato ritenuto valido anche nei confronti della gestrice della struttura ricettiva, in quanto amministratrice della società e soggetto che ha tratto beneficio diretto dall’attività svolta.

Un caso emblematico che riaccende l’attenzione sul delicato equilibrio tra sviluppo turistico e tutela del paesaggio in uno dei territori più pregiati della Campania.