Sorrento si scopre vulnerabile: dietro le luci della notte, l’ombra dei colletti bianchi e delle lame
Sorrento si scopre vulnerabile: dietro le luci della notte, l’ombra dei colletti bianchi e delle lame
Dietro la sfavillante vetrina internazionale di Sorrento, i recenti fatti di cronaca portano a galla una realtà sommersa fatta anche di illegalità e fragilità sociale. La perla della Penisola si scopre vulnerabile davanti a un binomio inquietante: il proliferare di armi bianche tra i giovanissimi e la tenuta di un mercato degli stupefacenti che non accenna a flettere. Il sequestro di un coltello a un diciassettenne in Piazza Tasso e l’arresto di un corriere della cocaina non sono eventi isolati, ma i sintomi di una deriva che trasforma il divertimento notturno in un terreno di caccia per illeciti.
Se da un lato la repressione delle Forze dell’Ordine è serrata — con un incremento di posti di blocco e perquisizioni mirate — dall’altro emerge un vuoto educativo che la sola divisa non può colmare. La movida diventa lo scenario dove il coltello funge da distorto simbolo di potere e la droga risponde a una domanda sempre più trasversale. Sorrento si trova oggi a un bivio: proteggere la propria immagine di oasi turistica sicura affrontando le contraddizioni interne, cercando di offrire ai propri giovani alternative concrete alla cultura del rischio e del guadagno facile che infanga le notti costiere.

