Scavi di Pompei, rincari in arrivo, dal 12 gennaio il prezzo del ticket cambia: ecco le nuove tariffe
Scavi di Pompei, rincari in arrivo, dal 12 gennaio il prezzo del ticket cambia: ecco le nuove tariffe
Nuovi assetti tariffari per uno dei siti archeologici più visitati al mondo. La Direzione del Parco Archeologico di Pompei ha ufficializzato l’aggiornamento dei costi d’ingresso che entrerà in vigore a partire dal prossimo 12 gennaio. Il ticket d’accesso ordinario subirà un incremento di due euro, passando dagli attuali 18 a 20 euro.
Più servizi e nuovi percorsi
Secondo quanto comunicato dai vertici dell’ente, il ritocco dei prezzi è una scelta strategica finalizzata all’innalzamento degli standard qualitativi e dei servizi offerti ai visitatori. Nel dettaglio, il nuovo piano tariffario prevede:
Biglietto Integrato: per includere nel percorso le ville suburbane (Misteri e Diomede), Villa Regina e l’Antiquarium di Boscoreale, il costo sarà di 25 euro.
Abbonamenti e Carnet: la card annuale “MyPompeii” si attesterà a 45 euro, mentre il pass valido per tre giorni passerà a 30 euro.
Stabilità per i siti periferici e agevolazioni giovani
Nessuna variazione, invece, per le perle “minori” del Parco: i ticket per Oplontis, Boscoreale e il Museo di Stabia resteranno invariati. Per quanto riguarda le maestose Ville di Stabia, si conferma la politica di forte incentivo per le nuove generazioni: accesso totalmente gratuito per gli under 18 e biglietto simbolico a 2 euro per i giovani tra i 18 e i 25 anni.
La sfida dell’overtourism: tetto agli ingressi e biglietto nominativo
L’adeguamento dei prezzi si inserisce in una più ampia strategia di gestione dei flussi, che continuano a segnare numeri da record. Per preservare l’integrità delle domus e garantire una visita confortevole, il Parco ha già attivato il numero chiuso con un limite massimo di 20.000 ingressi giornalieri.
L’introduzione del biglietto nominativo e la suddivisione in fasce orarie obbligatorie rappresentano gli strumenti scelti per combattere il sovraffollamento e favorire la destagionalizzazione. L’obiettivo è spingere i turisti a scoprire le nuove aree portate alla luce dagli scavi più recenti, promuovendo un modello di turismo lento e sostenibile anche nei mesi di bassa stagione.


