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Ravello: Jojo Rabbit all’auditorium Oscar Niemeyer per imparare a distinguere la realtà della vita dalla propaganda dei regimi.

Quando i ragazzi a scuola studiano gli orrori delle dittature del ‘900, quasi mai riescono ad immedesimarsi mettendosi nei panni dei loro coetanei di allora, del tutto plagiati dalla propaganda e dall’odio.

Con il film tragicomico Jojo Rabbit, stamattina a Ravello ci stanno riuscendo divertendosi, e senza traumi!

L’amministrazione comunale e la dirigenza dell’istituto comprensivo Giovanni Pascoli, oggi 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, hanno programmato alle ore 10 presso l’Auditorium Oscar Niemeyer, la proiezione di questo bel film.

“Jojo Rabbit”, per la regia di Taika Waititi, è una satira sulla Seconda Guerra Mondiale e la storia di un ragazzo tedesco, soprannominato “Rabbit”, appartenente alla gioventù hitleriana durante i violenti anni della Seconda guerra mondiale.

Siamo nella Germania del 1945: Johannes “Jojo” Betzler ha 10 anni, vive con la madre Rosie ed è un membro attivo della Gioventù hitleriana, ma lui si distingue dagli altri ragazzi per una particolarità: il suo amico immaginario ha le sembianze di Adolf Hitler, che da suo amico lo sprona in ogni modo. Quando Jojo scopre però, che la mamma nasconde in casa una ragazza ebrea di nome Elsa, comincia lentamente a mettere in dubbio l’ideologia con cui sta crescendo.

Paradossalmente la pellicola riesce a raccontare, con garbo ed in modo chiaro, il fenomeno dell’indottrinamento politico nei confronti dei ragazzi, più facilmente plagiabili dalle propagande di regime, e nel mondo contemporaneo non solo da quelle…

L’Hitler che appare a Jojo, è un personaggio infantile e caricaturale che appare nelle sembianze che un bambino della sua età, è in grado di immaginare: per lui è l’unico compagno, dopo che il padre è sparito al fronte e la sorella è morta di malattia. Nel momento in cui Elsa entra nella sua vita, il rapporto con il compagno “Adolf” inizia a incrinarsi, sia perché comincia a vedere pian piano il vero volto del nazismo, sia perché quella che lui all’inizio vede come una “lurida ebrea”, diventa sempre più come una sorella maggiore, che riempie il vuoto lasciato da quella morta.

La sceneggiatura alterna scene molto divertenti ad altre molto amare, passando dalla spensieratezza dell’infanzia alla realtà di una guerra folle e insensata, riuscendo a trattare temi come l’odio e la propaganda con umorismo, non banalizzandoli ma rendendoli più facili da comprendere nella loro brutalità.

Un film molto attuale ed educativo, che tocca nel profondo, e non lascia indifferenti. Una bella occasione per ragazzi ed insegnanti quella di oggi, anche per scoprire  un luogo unico come l’Auditorium Niemeyer, che costituisce un piccolo gioiello di architettura moderna, una delle rare opere del celebre maestro brasiliano realizzate in Italia, e che abbiamo l’onore di ospitare in Costiera Amalfitana.