Novant’anni vissuti con misura, coerenza e una dignità che non ha mai cercato riflettori. Alfonso Pagano ha celebrato il suo novantesimo compleanno all’Hotel Parsifal di Ravello, circondato dall’affetto della sua famiglia, in una giornata che è diventata occasione per ripercorrere una storia fatta di lavoro, passione e valori solidi.
Pagano è il ritratto di una generazione che ha costruito il proprio futuro con sacrificio e silenziosa determinazione. Uomo schivo, dallo sguardo intenso e profondo, ha sempre preferito la sostanza all’apparenza. Nei suoi occhi si leggono esperienze vissute, fatiche affrontate e una serenità conquistata nel tempo, senza mai perdere il rispetto per gli altri e per se stesso.
Nato e cresciuto a Ravello, si affaccia al mondo del lavoro in pieno dopoguerra. A soli 17 anni, nel 1953, lascia la Costiera Amalfitana per Capri, dove muove i primi passi in cucina negli hotel più rinomati dell’isola. È qui che si forma nella grande tradizione alberghiera internazionale, apprendendo una cucina raffinata, influenzata dalla scuola francese, e sviluppando una disciplina professionale che lo accompagnerà per tutta la carriera.
Dopo il servizio militare, svolto tra Bari, Catanzaro e Napoli come caporal maggiore dell’Esercito, e alcune stagioni di lavoro a Sanremo, fa ritorno a Capri. All’Hotel Samiramis, nei primi anni Sessanta, raggiunge il ruolo di chef di partita, in un periodo in cui l’isola è al centro della Dolce Vita e dell’attenzione internazionale. Anni intensi, segnati dal boom economico, durante i quali Pagano consolida la propria reputazione grazie a competenza, rigore e dedizione.
La maturità professionale lo riporta poi in Costiera Amalfitana. Diventa primo chef all’Hotel Belvedere di Conca dei Marini e, successivamente, all’Hotel Due Torri di Maiori, struttura nella quale conclude la sua carriera negli anni Novanta. La sua è sempre stata una cucina autentica e territoriale, fondata sulla qualità delle materie prime e sul rispetto della tradizione, capace di conquistare ospiti italiani e stranieri senza mai cedere alle mode.
Accanto al lavoro, la famiglia ha rappresentato il centro della sua vita. Insieme alla moglie Maria ha costruito un solido nucleo familiare. Oggi festeggia questo importante traguardo insieme ai figli Mariarosa e Salvatore, al genero Gilberto e alla nuora Assunta, testimoni di un affetto profondo e condiviso.
Un posto speciale lo occupano i nipoti: Alessandro e Luca, seguiti con orgoglio anche a distanza, e Vincenzo e Giorgia, che hanno la fortuna di crescere accanto a lui, beneficiando ogni giorno della sua presenza discreta, dei suoi racconti pacati e di una saggezza che non ha bisogno di grandi parole.
Guardando al passato, Alfonso Pagano lo fa con serenità. È convinto che il segreto, in cucina come nella vita, sia non smettere mai di cambiare, di variare, di non standardizzarsi. Fiero ambasciatore della cucina italiana, riconosciuta patrimonio dell’umanità, resta certo che continui a essere la migliore al mondo, capace di parlare a ogni popolo.
A novant’anni, Alfonso Pagano resta un esempio autentico di sobrietà e coerenza. Un uomo che ha fatto della semplicità una forza e del rispetto un valore, celebrato oggi dall’amore sincero della sua famiglia e dalla stima di chi lo conosce.

