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Manifestazione contro l’Ampliamento del Porto di Salerno: Anche la Costa d’Amalfi si unisce al No. Un fuoco di paglia o un autentico momento di svolta sul tema complessivo della tutela del territorio?

Un incontro che segna l’inizio di una lunga battaglia, quello di domenica 4 gennaio 2026 sull’arenile di via Ligea a Salerno, infatti non è solo un NO all’ampliamento del porto di Salerno, ma rappresenta un momento di svolta sul tema complessivo della tutela del nostro territorio.

Le previsioni meteo sfavorevoli non hanno scoraggiato i membri delle associazioni promotrici della manifestazione, Italia Nostra, Comitato Salute e Vita e Circolo Orizzonti di Legambiente, che vi hanno partecipato insieme a tanti altri esponenti attivi sul territorio in tema di tutela ambientale nonché della politica locale, che si sono ritrovati sotto la bandiera dello slogan “Giù le mani dalla spiaggia”.

Il salernitano Enzo Ragone, giornalista Rai e coordinatore del comitato della manifestazione, ha illustrato le motivazioni contro l’ampliamento del porto commerciale, operazione a scapito dell’ultima spiaggia libera rimasta nella parte ovest della città, chiarendo che Salerno ha già pagato molto per il porto, in termini di traffico, di smog e d’inquinamento acustico.
Le cosiddette “Autostrade del mare”, non sempre generano ricchezza, ha aggiunto, ed il prolungamento dei moli di sopraflutto e di sottoflutto del porto salernitano, finirebbero per alterare irrimediabilmente il delicato ecosistema della Costa Amalfitana, patrimonio Unesco.

Sulla stessa linea è apparsa orientata la delegazione dei Comuni della Costiera, capeggiata dal sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, che si è opposto dall’inizio al masterplan sugli assetti degli spazi portuali secondo le linee di indirizzo al 2030, insieme al sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni de Simone, il quale ha auspicato “un passo indietro “.
De Simone pur essendo “sicuramente a favore di una crescita economica del territorio“, non mette in discussione il Porto, in quanto risorsa economica valida, ma ritiene che “bisogna trovare comunque una soluzione per non rovinare quello che e’ un patrimonio Unesco, quella che e’ la Costa d’Amalfi, e cercare di trovare in tutti i modi una via alternativa“.
Presente anche il sindaco di Minori Andrea Reale che, come riporta il giornale “Ottopagine”, ha precisato: “Naturalmente noi siamo per colloquiare, per trovare soluzioni. Le delibere vanno nella condizione di poter dire all’Autorità portuale, ma soprattutto al ministero, di trovare un’altra soluzione. Non siamo contro il futuro ma siamo per trovare delle soluzioni compatibili con il territorio, che diano vita ad una ristrutturazione compatibile con il territorio, che vada a considerare gli interessi del porto, ma anche l’interesse della prima attività della Costiera amalfitana, ma io direi della provincia di Salerno, che è il turismo, quindi occorre garantire che le condizioni ambientali per i cittadini, per chi vive la Costiera e per chi la visita rimangano intatte, se non migliorative, da queste opere importanti che pur si devono fare“.

Presenti per il Codacons, gli avvocati Matteo Marchetti e Pierluigi Morena, che hanno
anticipato la presentazione di un dossier all’Unesco, affinché si incentivi la presa di coscienza da parte degli enti sovranazionali sulla questione, perché “Non tutto può essere piegato alle logiche del profitto e della speculazione. Le autorità competenti pensino piuttosto a migliorare la vita dei cittadini con misure semplici, capaci di dare vera attuazione alle norme europee“.

Per “Salerno in Comune“, lista civica composta da cittadini con una visione di città “spontaneamente partecipata”, il referente Gianluca Di Martino, ha espresso netto diniego all’intervento, indicando come la strada futura debba essere la delocalizzazione del porto commerciale di Salerno a sud della città: Basta continuare a fare profitto ai danni dell’ambiente e del paesaggio di uno dei tesori mondiale dell’Unesco, Salerno e Vietri hanno già pagato molto in termini ambientali.

L’evento è stato un’occasione per un’ampia condivisione sul tema della tutela: Rosa Carafa di Italia Nostra, e Lorenzo Forte del Comitato Salute e Vita, hanno auspicato un coordinamento per unificare le diverse battaglie ambientaliste in città, con azioni concrete in tutte le sedi, anche giudiziarie: l’avvocato Franco Massimo Lanocita ha posto all’attenzione ”l’assenza di trasparenza dell’Autorità di Sistema portuale” preannunciando “l’imminente richiesta di accesso agli atti da parte di Italia Nostra”.

Altri importanti interventi sono stati fatti da Michele Buonomo di Legambiente, Annamaria Naddeo in rappresentanza dei Verdi per l’Europa, dal parlamentare di Avs Franco Mari, da Titti Santulli segretaria di Sinistra Italiana, dalla consigliera comunale di opposizione Elisabetta Barone. Presente anche Donato Pessolano, l’ex senatore Andrea Cioffi del M5S, Alessandro Turchi, presidente dell’associazione “Salerno Migliore”, l’avvocato Silverio Sica, presidente della Camera Penale di Salerno, oltre a tanti cittadini frequentatori affezionati di questo tratto di costa cittadina.